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Grasso ricorda Ingrao. E bacchetta chi confonde i ruoli di Parlamento e Governo

ROMA – “Nella concezione di Ingrao ‘un Parlamento per essere forte ha bisogno di un Governo forte, e non di una confusione dei ruoli’. Le patologie da correggere (Ingrao segnalava in particolare ‘l’ondata dei decreti legge che mettono il Parlamento di fronte al fatto compiuto’) come anche le riforme da fare nella struttura stessa del Parlamento, non possono però cancellare questa differenza di ruoli che non può essere sacrificata – diceva Ingrao – in nome di una astratta ‘governabilità'”. Lo dice Pietro Grasso, Presidente del Senato, commemorando Pietro Ingrao nell’Aula di Palazzo Madama.

Pietro-Grasso

IL RICORDO DI INGRAO – Pietro Ingrao era “un politico amato da quelle folle che animavano attente i suoi comizi” per “la sua particolare sensibilità”, ma anche “un protagonista della vita delle nostre istituzioni” e certamente “abbiamo avuto corali testimonianze” della “qualità straordinaria della sua esperienza di uomo, di intellettuale, di dirigente e militante”, è il ricordo del presidente del Senato.

Di Ingrao Grasso ricorda la “sua particolare capacità di leggere e interpretare le trasformazioni dell’Italia da Paese agricolo a Paese industriale, segnato dall’emigrazione come anche dall’avvento dei consumi di massa e dalla rivoluzione dei consumi”. Per lo storico dirigente Pci il Parlamento ha “sono sue parole, ‘un decisivo ruolo di unificazione reale del Paese'”, cita il Presidente del Senato, e nella visione di Ingrao “deve essere sempre più ‘l’organo che promuove e unifica questa originale democrazia di popolo che caratterizza il nostro Paese'”. Ingrao “da Presidente di Assemblea sviluppa l’idea del Parlamento come istituzione unitaria”, prosegue Grasso, “le cui parti pure in conflitto esercitino comunque insieme le proprie funzioni”. Ingrao quindi, conclude il Presidente del Senato, “ci ha dato, oltre a un insegnamento alto e un modello di rigore, anche una lezione ancora attuale e per certi versi preveggente, con cui dobbiamo e dovremo ancora confrontarci”.

29 settembre 2015

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