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Università. Agraria, aumentano gli iscritti: ecco chi torna alla terra

agricolturaROMA – Il rapporto ANVUR-Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca, parla anche per il 2015-2016 di un aumento delle iscrizioni alla facoltà di agraria, che si attestano intorno al 3,4% degli immatricolati totali, contro il 2,2% di dieci anni fa. Un segnale che si aggiunge ai molti altri diffusi negli ultimi mesi dalla Coldiretti e non solo e che segnalerebbero, secondo alcuni, un rinnovato interesse dei giovani per l’agricoltura.

Quali sono le scelte di chi torna alla terra?

Ma chi sono i giovani del cosiddetto “ritorno alla terra”? E’ corretto usare quest’espressione? Quali ragioni motivano le scelte di questi ragazzi? L’agenzia Dire ha provato a chiederlo a loro, e la risposta non è stata mai univoca. Alessandro lo ha fatto perché crede nella sovranità alimentare, Nicoletta dopo un’esperienza a contatto con i campesinos colombiani, Yvonne ha ereditato una passione dal nonno, Maria Letizia ne sta facendo un business interessante.

I dati della Coldiretti

Per quanto riguarda i dati, secondo uno studio della Coldiretti dell’anno scorso, un’azienda agricola su 3 è nata negli ultimi 10 anni e nell’ultimo periodo le domande per accedere ai bandi europei per il sostegno all’agricoltura hanno subito un’impennata, arrivando a triplicare in alcune regioni. Sempre secondo la confederazione di coltivatori, nel 2015 i giovani lavoratori agricoli indipendenti hanno fatto registrare un aumento record del 35 per cento rispetto al 2014: più di 70mila sono under 35.

Giovani sotto i 35 anni, ecco chi torna alla terra. Ma sono ancora pochi rispetto agli over 65agricoltura_2

Secondo le statistiche della Camera di Commercio diffuse da Confagricoltura, tuttavia, l’anno scorso gli imprenditori agricoli sotto i 35 anni erano il 6,5% del totale: una percentuale ancora di gran lunga inferiore rispetto a quella degli over 65, che sono il 50-55%. Questione di punti di vista, quindi: se per Coldiretti è “boom” di giovani agricoltori, per Raffaele Majorano di Confagricoltura Giovane Impresa, “il ritorno alla terra c’è, ma non è così ‘esplosivo'”.

Stime, quelle appena citate, da confrontare con il 42% di coadiuvanti aziendali under 35 (Coldiretti 2014): molto spesso sono loro a mandare avanti le attività di famiglia, anche se non ne sono intestatari. Rispetto alla distribuzione delle nuove attività agricole sul territorio, il 56% di queste nasce nel Mezzogiorno (dato Coldiretti 2014-2015).

La stima di chi torna alla terra è in linea con quella generale di Unioncamere, relativa alla vitalità imprenditoriale dei giovani: gli under 35 hanno aperto lo scorso anno 120mila nuove imprese, 46mila delle quali al Sud (il 37% del totale).

Tra chi torna alla terra anche molte donne

Segna una tendenza positiva anche il contributo delle donne al settore: nel 2015 sono aumentate del 76% le ragazze italiane under 34 anni che hanno scelto di lavorare indipendentemente come imprenditrici agricole (Coldiretti). Rispetto ai circuiti di vendita, i giovani cercano spesso alternative per scavalcare le difficoltà legate alla grande distribuzione.

Dai mercati a filiera corta ai gruppi di acquisto solidale, fino al commercio on-line, per il quale gli under 35 mostrano più interesse degli altri, come evidenzia una recente ricerca IBM-Coldiretti.

Questo nonostante le difficoltà di accesso alla banda larga nelle zone rurali, su cui pure il Governo ha da poco investito 250 milioni. Tanti giovani anche tra gli oltre 322mila stranieri impiegati regolarmente nell’agricoltura italiana: sempre secondo la Coldiretti, hanno un’età media di 35 anni (2014).

I numeri sono da considerare tenendo presente anche il lavoro nero e quello dichiarato solo parzialmente, che rappresentano ancora una fetta molto importante del settore: due anni fa l’Eurispes stimava al 32% l’incidenza del sommerso in agricoltura.

29 agosto 2016

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