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I piccoli migranti di Bari offrono il loro pocket money ai terremotati

SOLDI (1)ROMA –  “Da Santa Marinella (Roma), a Benestare (Reggio Calabria); da San Giorgio a Liri (Frosinone) a Aidone (Enna), passando per tanti altri Comuni della provincia di Taranto, Caserta, Salerno, Campobasso, L’Aquila”: dopo quelle di Gioiosa Ionica e Caltanissetta si moltiplicano, come era stato auspicato dall’Anci che lo fa sapere, le iniziative di solidarietà di profughi e richiedenti asilo ospitati dalle strutture Sprar nei Comuni.

A partire dal gesto forse più toccante: “i minori stranieri ospiti dello Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) di Bari ‘La Casa dei ragazzi del mondo’ hanno offerto alle persone delle zone terremotate i loro pocket money, che avevano messo da parte, euro dopo euro, per acquistare i biglietti per la partita Italia – Francia che si giocherà a Bari il primo settembre prossimo. Un gesto doppiamente simbolico e significativo, vista l’età e la rinuncia alla quale sono stati disposti i piccoli migranti”.

E’ a 360 gradi, poi, la disponibilità dei beneficiari Sprar del Comune di Santa Marinella: “erano ospitati proprio ad Amatrice, prima di trasferirsi nel Comune in provincia di Roma, e già dalle prima ore dopo il sisma si sono messi a disposizione della Croce Rossa di Civitavecchia insieme a tanti altri giovani volontari, nel ‘segno della solidarietà e generosità che non conoscono differenze di lingua o cultura’, ricordano gli operatori dell’Arci di Civitavecchia, ente gestore del progetto”.

Tra le idee in campo fra i migranti, “c’è quella di dare una mano, se necessario, nelle mense allestite nei campi dei Comuni colpiti, per mettere a frutto nel migliore dei modi il corso di cucina che hanno svolto nei mesi scorsi”, segnala l’Anci. E che è valso loro l’attestato Haccp, garanzia di una formazione adeguata sull’igiene e la sicurezza alimentare. Sul conto bancario della Croce Rossa sono arrivati anche 370 euro, contributo di beneficiari e operatori dei progetti Sprar del Comune di Bivongi e del Comune di Benestare, in provincia di Reggio Calabria. Allo stesso modo, “un gruppo di beneficiari dello Sprar del Comune di Piazza Armerina e del Comune di Aidone (Enna) doneranno parte del proprio pocket money a sostegno della raccolta fondi nazionale per le zone colpite”. Somme che si andranno ad aggiungere alle quote degli operatori e dei volontari dell’ente gestore, l’associazione Don Bosco 2000. Gli ospiti del centro Sprar di Falerna (Catanzaro), invece, “organizzeranno una serie di iniziative servendo piatti della loro tradizione e devolvendo il ricavato alle zone terremotate. I 20 beneficiari dello Sprar del Comune di Martina Franca, gestito in provincia di Taranto dall’associazione Salam, devolveranno una parte di quanto percepiscono dal lavoro che svolgono nell’ambito della borsa lavoro”. In totale 1.200 euro, che invieranno direttamente al sindaco di Amatrice con un vaglia postale.

Anche da Martina Franca e dai progetti Sprar dei Comuni di Rocca D’Evandro (Caserta) e San Giorgio a Liri (Frosinone), giunge la disponibilità dei richiedenti asilo a recarsi nei luoghi colpiti. E lo stesso “ci siamo, siamo pronti” viene dai beneficiari dello Sprar di Grottammare, in provincia di Ascoli Piceno, che fin dalle prime ore, insieme alle associazioni locali e alla Protezione Civile hanno fatto arrivare in quei loghi i beni immediatamente necessari. Come è avvenuto anche per iniziativa dei beneficiari dello Sprar del Comune di Polla, in provincia di Salerno, e delle ospiti dello Sprar del Comune di Sant’Elia a Pianisi, in provincia di Campobasso, sempre in coordinamento con la Protezione Civile locale, così come si consiglia e raccomanda di fare in queste ore per evitare raccolte di beni non necessari. “Non poteva non giungere spontaneo, infine- dice l’Anci- l’aiuto da parte dei Comuni della provincia dell’Aquila: dai centri Sprar di Castel del Monte e di Pizzoli arriva la notizia che sia gli operatori che i beneficiari si sono messi a disposizione per ogni tipo di aiuto necessario, a partire dal sostegno alle iniziative della Croce Rossa dell’Aquila e dall’autotassazione (pocket money per i beneficiari e buste paga per gli operatori), che devolveranno alle zone colpite”.

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29 agosto 2016

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