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Presentate all’Umberto I le linee guida per la tutela dei dati sensibili

Accessi tracciati, immediata denuncia delle informazioni violate, consenso informato. Tutto finalizzato alla sicurezza e alla riservatezza dei propri dati sanitari. Sono questi alcuni dei punti contenuti nelle nuove linee guida adottate dall’Autorità garante per la privacy sul dossier sanitario elettronico: un quadro di riferimento normativo unico in grado di indirizzare il raggio d’azione di aziende ed enti sanitari. La stesura del testo, pubblicato in Gazzetta ufficiale lo scorso 17 luglio, è stato “uno sforzo importante” per l’Authority. Un lavoro, ha sottolineato la relatrice Licia Califano, “che non intralcia ma offre maggiori garanzie ai pazienti”.

Si tratta di un “tema complesso, attuale e delicato”, ha spiegato Domenico Alessio, direttore generale del policlinico Umberto I che questa mattina ha ospitato il convegno dal titolo ‘Dossier sanitario elettronico e diritti della persona’. “E’ un giorno importante per il policlinico perché per la prima volta vengono presentate le nuove linee guida”. Tre le direttrici fondamentali: certezza dell’origine e dell’esattezza dei dati, unite all’accessibilità riservata solo al personale autorizzato, mentre due nuove prescrizioni riguardano la comunicazione obbligatoria da parte di un ente ospedaliero della violazione dei dati, entro 48 ore e con un modulo apposito. Cui si aggiunge il diritto alla visione degli accessi ai dati sensibili.

“Il concetto di privacy- ha ribadito Califano- non è un appesantimento ma un valore aggiunto che consente una migliore tutela del diritto alla salute”.

Per Massimo Arcà, dirigente dell’Area servizio informativo sanitario della Regione Lazio, “i vincoli della normativa da una parte rendono più difficile la mission del sistema sanitario, per colpa di un appesantimento dei processi ma anche per il reperimento di risorse aggiuntive. Dall’altra parliamo di dati molto sensibili ed indispensabili, quindi ne consegue una maggiore affidabilità dell’ente mentre le risorse possono essere valutate come un investimento”.

In Regione “abbiamo cercato di mettere a frutto l’esperienza delle aziende ispezionate e sanzionate in passato dal garante- ha aggiunto Arcà- Abbiamo costituito un gruppo di lavoro per definire uno schema tipo di regolamento aziendale per il trattamento dei dati personali, che potesse poi essere adottato. Lo abbiamo completato e lo invieremo all’Autorità per ottenere un parere e recepirlo probabilmente con una delibera di giunta”. Quello che “stiamo facendo sulla tutela della riservatezza- gli ha fatto eco Andrea Tardiola, segretario generale della Regione Lazio- è una pagina importantissima dello sforzo portato avanti in Regione”.

29 luglio 2015

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