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Rafting alle Marmore, estate estrema sotto alla cascata

ROMA – Il rafting, soft e hard, a bordo di un gommone sotto alla cascata delle Marmore. L’hydrospeed, ovvero la discesa del Nera ancorati a un bob, completamente immersi nell’acqua. Oppure il torrentismo, anche detto canyoning: giù dalle montagne attraverso gole e canyon. E ancora il tubing, i corsi di kayak, il ‘river walking‘ lungo il letto del fiume, mentre le cascate riposano. Tutto questo è il centro Rafting Marmore, che ha appena avviato la sua estate ‘estrema’.

Il centro, inaugurato trent’anni fa dai fratelli Dall’Oglio, si trova in Umbria a Terni, a un’ora da Roma, precisamente in località Papigno a due passi dalla cascata delle Marmore, la più alta d’Europa.

Proprio dai piedi della cascata iniziano le discese in gommone per il rafting e per l’hydrospeed, due delle attività di punta del centro. Il centro offre due tipi di rafting: il soft, una discesa di circa un’ora a bordo di un gommone in gruppo, aperto a tutti, bambini compresi. Quello più ‘tosto’, per cui bisogna essere in buone condizioni di salute, di età compresa tra i 18 e i 55 anni e di peso inferiore a 100 kg, parte da sotto la spettacolare cascata.

Per chi ha poi voglia di cimentarsi il centro Rafting Marmore organizza anche corsi di kayak tra le rapide del fiume Nera. E poi torrentismo: scalate e tuffi tra le montagne accompagnati da personale abilitato. Tra le novità c’è il ‘river walking’ ovvero una camminata sul letto del fiume a stretto contatto con la natura. La cascata delle Marmore infatti è artificiale e ci sono delle ore della giornata in cui la diga viene chiusa, l’acqua del fiume diminuisce in modo considerevole e permette appunto il passaggio sul letto del fiume.

“Qui facciamo rafting da quasi 30 anni– racconta Umberto Galli, guida del Rafting Marmore- è un’esperienza abbastanza impegnativa in uno scenario incredibile come la cascata delle Marmore. Alla base rafting di Papigno facciamo rafting, hydrospeed, canyoning: riusciamo a scendere il fiume con qualsiasi mezzo l’uomo abbia inventato per scendere“.

Galli sottolinea come i partecipanti alle attività siano chiamati a lavorare in prima persona: “Da noi l’equipaggio è veramente parte integrante della discesa, il 50% del lavoro lo fa lui perché se non pagaia bene noi non possiamo fare poco e niente. Quindi qui la persona che fa rafting si sente veramente parte integrante dell’avventura, è il motore del gommone, non si sente solo trasportato”. Non solo: “Da qualche anno a questa parte facciamo un’altra proposta. Qui possiamo scendere il fiume con la cascata aperta ma ci sono dei momenti durante la giornata in cui la cascata è chiusa e il fiume da un fiume pieno di rapide diventa un ruscello tranquillo con dei laghetti dove da qualche anno a questa parte accompagniamo le persone a vedere. Si chiama river walking, una camminata aquatica in uno scenario incredibile”.

Il centro Rafting Marmore vanta anche un impatto ambientale positivo: “Questo tratto di Fiume è stato scoperto dai fratelli Dall’Oglio negli anni ’80, hanno bonificato tutto il tratto del fiume e oggi cerchiamo di mantenerlo il più decoroso possibile. Durante l’inverno può capitare che vengano delle piene improvvise che portano detriti, tronchi e altro, tutte cose che noi bonifichiamo prima dell’apertura della stagione. Fare rafting qui è iper sicuro proprio perché abbiamo qualcosa di particolare rispetto agli altri: l’acqua del fiume va via e possiamo fare una ricognizione, eliminare tutti gli eventuali pericoli, un controllo del fiume che in altri posti dove l’acqua scorre in continuazione non è possibile fare”.

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29 giugno 2018
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