Vino, più qualità e quantità: rivincita del Frascati passa da Roma

ROMA – La qualità dei vini delle aziende aderenti al Consorzio tutela denominazioni vini Frascati è sempre più accreditata sul mercato romano e nazionale e sempre più in grado di attirare la curiosità tra gli appassionati e tra gli esperti del settore e di stimolare un maggiore impegno anche da parte delle istituzioni che oggi lavorano alla valorizzazione del vino di frascati. E’ per questo che oggi Arsial, Regione Lazio e Comune di Frascati si sono dati appuntamento a Roma da Vyta, enoteca regionale di via Frattina che offre a cittadini e turisti solo vino e cibi del Lazio.
“E’ un rinascimento del vino di Frascati, che è un prodotto che merita un grandissimo rilancio, come si è visto al Vinitaly. Siamo felici che questa rinascita passi da Roma e dall’enoteca regionale”, ha detto l’amministratore unico di Arsial, Antonio Rosati, che ha ricordato come “per anni il vino di Frascati non ha goduto di una bellissima nomea, ma grazie al lavoro e all’impegno dei produttori oggi possiamo parlare di un vino di grandissima qualità”.

I dati del Frascati superiore Docg e Frascati superiore riserva Docg

I dati sugli imbottigliamenti forniti del Frascati superiore Docg e del Frascati superiore riserva Docg relativamente all’annata 2016 – quella che sui mercati in questi giorni passa il testimone all’annata 2017 – parlano di “buon incremento” dell’attività dei produttori di vino dei Castelli Romani con “numeri importanti”; se si pensa che la Docg Frascati superiore ha iniziato a muovere i suoi primi passi solo con la vendemmia 2011, con un numero di bottiglie limitato, e la prima vendemmia utile nel 2012.
“Questo è un percorso che non nasce oggi- ha tenuto a dire il sindaco di Frascati, Roberto Mastrosanti– ma un impegno che anche l’amministrazione si è presa, perché crediamo che su un rilancio di un prodotto così importante debba passare anche il rilancio dei nostri territori, di cui il vino è uno dei simboli”.
Il dato più rilevante è la progressione nel tempo dell’imbottigliato del Frascati superiore Docg, che con l’annata 2016 ha superato il milione di bottiglie (1.021.000 circa), prodotto in quasi tutte le cantine, rispetto a 757.000 bottiglie nel 2015, a 725.000 nel 2014, a 666.000 nel 2013, mentre nel 2012 si era a 16.500 bottiglie. Progressione simile anche per la tipologia riserva del Frascati superiore Docg, tipologia passata da 19.300 bottiglie dell’annata 2013 a circa 50.000 bottiglie per l’annata 2016. “Essere qui oggi ci dà la possibilità di fare un’iniziativa importante su Roma- ha detto Paolo Stramacci, presidente del Consorzio- che ci fa recuperare terreno nella Capitale, soprattutto dal punto di vista della ristorazione. Siamo sicuri di essere a posto dal punto di vista della produzione e di poter competere sul mercato anche con realtà importanti e affermate”.

Il Frascati superiore Docg deve rispettare in vigna condizioni più restrittive rispetto al Frascati Doc: il vino deve nascere in vigneti con una quantità di viti di almeno tremila ceppi per ettaro, i vigneti devono essere a filare, la varietà devono essere quelle di zona con almeno il 70% di malvasia, con particolare riferimento alle malvasie del Lazio o ‘puntinata’ e alla malvasia di Candia, mentre l’altro 30% comprende vitigni come il Trebbiano toscano, il Trebbiano giallo, il Bombino bianco e il Bellone. Nel 2016 si è arrivati a quasi ottomila ettolitri imbottigliati e il primo trimestre del 2017 ha evidenziato un incremento del 40% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

“Molto del merito di questo fascino- hanno spiegato gli esperti del Consorzio- oltre all’impegno motivato nella crescita dei singoli produttori deriva dall’eccezionalità del territorio di origine vulcanica che caratterizza principalmente la tessitura del suolo dei comuni di produzione dei vini: Frascati, il Comune che dà il nome, Monte Porzio Catone, Grottaferrata, parte del Comune di Montecompatri e quella parte del Comune di Roma che si allunga sino alle pendici del vulcano laziale”. Questo rilancio, ha detto infine l’assessore regionale all’Agricoltura, Enrica Onorati, “mette insieme molti concetti, a partire dal fare rete tra le istituzioni e le imprese, che a loro volta sono aggregate e restituiscono ai territori, oltre ai prodotti di eccellenza, anche i sapori, i saperi e un patrimonio che noi istituzioni vogliamo mettere a sistema”.

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29 maggio 2018
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