Migranti, Ordine di Malta: “In mare e all’Onu per diritto alla vita”

ROMA – “Mi imbarco volentieri e vado, soccorriamo tutte le persone, che hanno diritto alla vita”. A parlare con l’agenzia ‘Dire’ è suor Angel Bipendu, intervistata a Roma, a margine della conferenza ‘Migranti e rifugiati: Il messaggio di Papa Francesco e l’azione dell’Ordine di Malta’. Con l’Ordine, la religiosa, medico originario della Repubblica del Congo, formatasi all’Università di Palermo, è già partita per “tantissime volte” per assistere migranti e rifugiati sulle navi della Guardia Costiera. Dal 2008, medici e infermieri del Corpo italiano di soccorso del Sovrano ordine di Malta prestano servizio su navi della Guardia Costiera, della Guardia di Finanza e della Marina Militare: “In dieci anni abbiamo posto attenzione sanitaria a circa 175mila persone; solo negli ultimi due anni, quest’attività è stata rivolta a 33mila persone, nonostante il calo degli arrivi” spiega ai microfoni della ‘Dire’ il direttore Mauro Casinghini, presente al convegno.
Quello dei soccorsi in mare non è l’unico ambito di intervento umanitario dell’Ordine. Quest’ultimo è “impegnato nell’assistenza ai migranti almeno su due piani” afferma il segretario generale agli Affari Esteri Stefano Ronca. “Lavoriamo dall’arrivo in Mediterraneo di questi rifugiati e migranti alla loro assistenza, quando raggiungono il continente, seguendoli fino all’integrazione e all’accompagnamento nelle nostre società” sottolinea Ronca: “A quest’azione affianchiamo un’azione diplomatica, perché l’Ordine di Malta dispone di una rete di 133 rappresentanze diplomatiche, sia ambasciate bilaterali che missioni presso organizzazioni internazionali, soprattutto alle Nazioni Unite. Quindi abbiamo un impegno nei confronti delle varie auorità e dei vari governi affinché il tema delle migrazioni venga affrontato secondo criteri dei etici e umanitari”.

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29 maggio 2018
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