Colombia, a Medellin "stop ai narcoturisti di Pablo Escobar" - DIRE.it

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Colombia, a Medellin “stop ai narcoturisti di Pablo Escobar”

ROMA – Il narco-turismo deve finire. Lo ha deciso il sindaco di Medellin, Federico Gutierrez, che stanco di vedere persone da tutto il mondo attirate nella sua città dal mito del noto trafficante Pablo Escobar ha deciso di prendere alcune drastiche misure, tra cui l’abbattimento di alcuni edifici “nel rispetto della memoria delle vittime”. Numerosi tour operator offrono infatti a prezzi vantaggiosi gite nei luoghi simbolo della storia del più famoso criminale colombiano, fatto che non solo movimenta un lucroso giro d’affari, ma contribuisce a rafforzare l’aura mitica di questo anti-eroe del nostro tempo. Lo ha spiegato un agente di polizia ai microfoni di ‘Tele Sur’, emittente latinoamericana. Il funzionario ha spiegato che gli stranieri spesso non colgono – o ignorano volutamente – gli efferati delitti commessi da Escobar.

E’ proprio questa “storia di gloria” di un “Robin Hood moderno”, che combatteva i ricchi a favore dei più sfortunati, che secondo il sindaco Gutierrez deve essere contrastata. “Abbattiamo gli edifici in cui ha vissuto e al loro posto costruiamo dei parchi, e dedichiamoli alla memoria delle vittime di Escobar”, la sua proposta. Tra questi stabili, c’è anche quello in cui Pablo venne ucciso: “Dobbiamo farlo, per rispetto delle vittime, per non offendere la loro memoria“, ha concluso. In Colombia il traffico degli stupefacenti non è stato ancora debellato: sebbene l’indebolimento a partire dagli anni Novanta dei grandi e temuti cartelli della droga abbia favorito l’ascesa di quelli messicani nel controllo della regione, la vendita di cocaina prosegue, e si sta progressivamente trasferendo da Americhe e Europa verso l’Australia, incoraggiata dal fatto che qui il costo della merce è più alto. A rivelarlo, un’inchiesta di una Commissione di intelligence australiana di qualche giorno fa, secondo cui sull’isola più grande dell’Oceania un grammo di coca viene pagato fino a 200 volte di più rispetto al Vecchio continente.

di Alessandra Fabbretti, giornalista

29 maggio 2017
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