Lazio

A Latina ‘Salute senza frontiere’ per inclusione stranieri/ Video

LATINA –  Si chiama ‘Salute senza frontiere‘. E’ il progetto di divulgazione medico scientifica e di inclusione sanitaria, per favorire il benessere di tutti i cittadini, presentato questa mattina, presso l‘ospedale Santa Maria Goretti di Latina, dalla Asl di Latina e dalla Fondazione Pfizer. Il progetto nasce dall’esigenza di abbattere gli ostacoli all’integrazione sanitaria per gli oltre 45.479 stranieri residenti nell’area pontina, l’8% della popolazione totale, dei quali solo il 38% conosce l’italiano.

La Asl di Latina e la Fondazione Pfizer hanno quindi firmato un protocollo di intesa che tenga conto di quanto stabilito dal Piano nazionale di prevenzione 2014-2018, con strategie finalizzate a diffondere e facilitare l’integrazione degli immigrati attuando campagne di inclusione medico sanitaria. Campagne che prevedono la distribuzione capillare di materiali cartacei presso i consultori, i distretti Asl di Latina, negli studi medici di medicina generale e presso le farmacie territoriali. Una guida multilingue dal titolo ‘Guida pratica per stranieri sulla sanità nella provincia di Latina’ è stata tradotta in inglese, romeno, ucraino, hindi e arabo. L’opuscolo si articola in 5 capitoli dedicati al Servizio sanitario nazionale, all’assistenza alla donna e al percorso nascita, alle malattie infettive, ai programmi di screening oncologico e ai vaccini.

 Capaccetti (Pfizer): “Investire su inclusione immigrati”

“Il Progetto ‘Salute senza frontiere’ è un progetto nato in collaborazione tra l’Asl di Latina e la Fondazione Pfizer, volta a migliorare quella che è l’integrazione degli immigrati, che sappiamo rappresentare circa l’8% della popolazione dell’area pontina”. Così Barbara Capaccetti, presidente Fondazione Pfizer. “L’obiettivo- ha continuato- è sicuramente lavorare sull’inclusione sanitaria, quindi educare la popolazione immigrata su quelle che sono le patologie più frequenti dando loro anche dei suggerimenti pratici su quelli che sono i servizi offerti dal sistema sanitario”.

“Come presidente di Fondazione Pfizer credo fermamente- ha concluso- che investire nella cultura e nella conoscenza del cittadino rappresenti una sfida importante che dobbiamo assolutamente perseguire per poter migliorare anche quello che è tutto l‘iter diagnostico terapeutico dei pazienti”.


Casati, (Asl Latina): “Abbattiamo barriere tra noi e gli immigrati”

“L’Italia si è trasformata da un Paese di emigranti a Paese di immigrati e si caratterizza per avere il 16% della popolazione proveniente da Paesi dell’Asia e dell’Africa. Ovviamente questo ha una serie di ripercussioni e di ricadute sul piano della sicurezza, sul piano dell’integrazione lavorativa e anche sulla tutela della salute della sanità”. Lo ha detto Giorgio Casati, commissario straordinario Asl di Latina.

“Sono tanti i problemi. Uno è quello degli interventi necessari al momento dello sbarco di migranti, e ovviamente questo comporta un grande sforzo da parte della Asl, della prefettura, delle forze dell’ordine. Una volta arrivati, gli immigrati si fermano e cercano di integrarsi nel nostro territorio, per questo l’iniziativa che abbiamo voluto insieme a Fondazione Pfizer è stata quella di intervenire su una delle tante barriere che si frappongono tra la persona immigrata e i nostri sistemi: la lingua. Quindi- ha concluso Casati- abbiamo predisposto delle brochure nelle lingue più diffuse tra la popolazione immigrata dove viene riportato come ci si avvicina al sistema sanitario in situazioni di emergenza e poi vengono fornite tutta una serie di informazioni che toccano alcuni nodi fondamentali del nostro sistema”.


Mastroianni: “La sindrome di Salgari non esiste”

“Questo progetto è estremamente importante. E’ rivolto alla popolazione straniera proprio per facilitare al massimo l’accesso ai servizi sanitari nella provincia di Latina, considerato che la popolazione straniera è molto rappresentata nella nostra provincia”. Lo ha detto Claudio Mastroianni, infettivologo dell’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina. “Non pensate solo alle malattie infettive, perchè tra le cause di accesso più frequente negli ospedali per gli stranieri ci sono i traumi o molto spesso fenomeni fisiologici come possono essere i parti o le interruzione di gravidanza, che nella popolazione femminile straniera sono molto più elevati rispetto a quella locale. Quando uno pensa allo straniero, pensa al malato che porta malattie infettive, la cosiddetta sindrome di Salgari, che in realtà non esiste”.

Per Mastroianni, “in pratica il paziente straniero si ammala delle stesse malattie che sono presenti nel nostro territorio, però con le difficoltà che hanno per poter accedere ai servizi sanitari, per le barriere culturali e linguistiche. Quindi in questo progetto è prevista la distribuzione di più di 16.000 opuscoli su tutto il territorio, in varie lingue, proprio per facilitare l’accesso alle cure”.

29 maggio 2017
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