Sanità

Cancro al testicolo: è il più frequente in età giovanile

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Il cancro al testicolo e’ il tumore maschile piu’ frequente in eta’ giovanile. Colpisce fra i 25 e i 49 anni, rappresenta l’1% del totale neoplasie dell’uomo e quasi il 10% dei tumori urogenitali maschili. In Italia, nonostante l’aumento dei casi, oltre 9 su 10 si curano, anche e soprattutto grazie alla prevenzione. Sara’ questo uno dei temi al centro del Congresso nazionale ‘Qualita’ della vita in Urologia e Andrologia: dalla terapia della malattia alla terapia del paziente’, promosso dal professor Francesco Sasso, specialista in Urologia e Andrologia all’Universita’ Cattolica Sacro Cuore di Roma – Policlinico Gemelli, con il patrocinio della Societa’ italiana di Urologia, in programma il 6 maggio presso la Residenza di Ripetta (via di Ripetta, 231). Il Congresso sara’ preceduto da una conferenza stampa che si terra’ il 5 maggio alle ore 11 (sempre alla Residenza di Ripetta). Ad aprire i lavori Francesco Acerbi, difensore del Sassuolo e della Nazionale, che in un videomessaggio realizzato appositamente in occasione del congresso parla della sua esperienza personale.

“Anche dal cancro al testicolo si puo’ guarire- conferma il calciatore in un videomessaggio realizzato per il congresso, in cui parla della sua esperienza personale- facendo prevenzione. Il cancro al testicolo, il tumore piu’ comune tra i giovani maschi, anche in chi pratica sport, se diagnosticato e curato in tempo, puo’ essere vinto. Tornando a una vita normale. Io, che di avversari me ne intendo, ce l’ho fatta. Ho vinto la partita piu’ importante e sono tornato al gol. Questo male oggi fa meno paura ma la prevenzione e’ tutto. Ragazzi, seguite il mio consiglio, fate attenzione fin dai 18 anni”.

L’ipertrofia prostatica benigna, intanto, e’ l’altra ‘faccia’ dell’ingrossamento della prostata di cui si parlera’ al congresso, quella che non fa paura, perche’ non degenera nella forma maligna, ma puo’ causare disagi e fastidi anche negli uomini piu’ giovani, a cominciare dai 30-40 anni laddove si sovrappongano quadri infiammatori, come le prostatiti. “Piu’ del 50% degli uomini dopo i 40 anni- fanno sapere gli esperti- possono essere interessati da disturbi piu’ o meno importanti tali da richiedere terapie. Dopo i 70 la percentuale sale: 8 su 10 ne sono affetti. Piu’ si va avanti con l’eta’, piu’ cresce l’incidenza. Un fastidio lento e poco sintomatico che nel tempo puo’ manifestarsi con le sue difficolta’ tipiche, urinare poco o troppo spesso e con problemi”. Durante il congresso ‘Qualita’ della vita in Urologia e Andrologia: dalla terapia della malattia alla terapia del paziente’ ampio spazio sara’ poi dato, con due tavole rotonde, alla sessualita’ della coppia dopo un intervento alla prostata per un cancro e successivamente alla chirurgia ricostruttiva dopo un tumore genitale nell’uomo. Temi del dibattito anche le problematiche sessuologiche secondarie ad una chirurgia ricostruttiva oncologica nella donna. E ancora: come conservare la fertilita’ in seguito al trattamento di un tumore al testicolo; cosa fare per prevenire la disfunzione erettile, evitando ad esempio di praticare alcuni sport a livello agonistico ma anche amatoriale, condizione quest’ultima che spesso comporta l’assunzione di anabolizzanti e sostanze dopanti senza alcun controllo medico. Infine, si parlera’ di quali precauzioni adottare (consigli pratici, il tipo di dieta da seguire) per scongiurare l’insorgere di infezioni urinarie e/o l’aggravarsi di disturbi della minzione nei soggetti che passano tante ore del giorno alla guida.

29 aprile 2016
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