Europa

Brennero, Assotir: “La chiusura colpirà fortemente l’import-export”

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“La decisione del governo austriaco di ripristinare i controlli al Brennero colpira’ fortemente l’autotrasporto, fondamentale per le nostre esportazioni, e di riflesso tutte le altre imprese. Il Brennero si puo’ infatti definire l’autostrada dell’import-export: rallentare il transito delle merci ci riporterebbe indietro di decenni con ripercussioni su tutto il sistema economico italiano”. È il commento del segretario generale di T.I. Assotir In Italia, Claudio Donati, all’intenzione del governo austriaco di ripristinare i controlli alla frontiera del Brennero dal 1 giugno.

“La prima conseguenza- prosegue- sara’ un sacrificio in termini di tempo: per i Tir si allungheranno notevolmente i tempi di ingresso e di uscita dal valico, penalizzando notevolmente l’autotrasporto, anello fondamentale per la distribuzione dei prodotti italiani”.

Solo all’interno dei nostri confini, ricorda Donati, il trasporto su strada rappresenta “l’85% dello spostamento di merci. L’autotrasporto si rivela cosi’ un anello della produzione e dei consumi imprescindibile, formando un binomio inscindibile con il marchio del made in Italy. Ogni settore deve farvi ricorso- sottolinea- emerge cosi’ la stretta interdipendenza dell’autotrasporto con ogni comparto dell’economia italiana. I dati forniti da Istat ed Eurostat relativamente al 2014 sono eloquenti nel dimostrare la varieta’ di prodotti coinvolti: in cima alla lista compaiono i materiali inerti (minerali e prodotti di cave e miniere), che costituiscono il 14%; seguono prodotti alimentari, bevande, tabacchi con il 13%; materiali da costruzione come vetro, ceramica, calce rappresentano il 12,5 %; metalli e manufatti il 7,8%; i prodotti agricoli il 5,2%; prodotti chimici e petroliferi insieme danno un altro 8%”.

Il fermo di una o due ore, secondo il segretario generale di T.I. Assotir In Italia, produrra’ “disagio e un incremento dei costi: l’associazione belga dell’autotrasporto stima che l’incidenza del costo di ogni ora di lavoro e’ di circa 60 euro.

E si tratta di valutazioni minimali. Il Brennero e’ una delle arterie principali in entrata e in uscita dall’Italia, un’autostrada dell’import-export: li’ passa un terzo della merce esportata verso il resto d’Europa”. Secondo i dati a disposizione delle associazioni di autotrasporto italiane, la tratta del Brennero e’ percorsa da oltre 500 veicoli pesanti ogni ora; la attraversano 40 milioni di tonnellate di merci ogni anno, di cui 30 milioni viaggiano appunto su gomma. Al Brennero passa un terzo dell’export italiano verso l’Europa Centrale, di cui i tre quarti viaggia su gomma. “Il danno- prosegue ancora Donati- solo per le imprese di autotrasporto, rischia di essere di oltre 150 milioni di euro, che finiranno per scaricarsi sul valore del trasporto (quindi sui consumatori) o sul trasportatore stesso. Ma le conseguenze sono di portata piu’ generale, essendo destinate a ripercuotersi su tutte le Piccole e Medie Imprese italiane, vera spina dorsale del nostro sistema economico: costi e tempi maggiori implicheranno infatti una perdita di competitivita’. Ad essere interessate saranno soprattutto imprese del centro-nord appartenenti ai piu’ diversi settori; destinati agli scambi con il resto d’Europa sono infatti i prodotti delle industrie agricole, alimentari, metallurgiche e tanti altri”.
L’Austria e’ un territorio di passaggio fondamentale, uno snodo per le esportazioni verso la Germania, partner principale per l’Italia, ma anche verso Belgio, Olanda, Regno Unito, stati scandinavi. “Ci aspettiamo che il governo italiano si faccia sentire con l’energia necessaria- sottolinea ancora il segretario generale di T.I. Assotir In Italia- abbiamo chiesto all’esecutivo e in particolare al ministro Graziano Del Rio che vengano rispettate le regole in vigore (gli accordi di Schengen) per la libera circolazione delle merci, affrontando il problema della sicurezza in altre maniere”. Donati lancia quindi la proposta dell’autotrasporto italiano: “Creare una sorta di corridoio di libero scambio per le imprese comunitarie, relegando ai controlli solo quelle extra Schengen, che potrebbero comunque velocizzare le procedure mandando preventivamente i dati agli agenti di frontiera”. A seguito dell’incontro di ieri sera tra Alfano e il ministro austriaco, Donati precisa poi che il vertice ha “sicuramente contribuito a rasserenare il clima; tuttavia, le preoccupazioni non sono affatto cessate, perche’ non c’e’ grande differenza tra muro fisico e muro virtuale, fatto di appesantimenti procedurali.
Facciamo affidamento al buon senso di tutti e, soprattutto, ci aspettiamo che l’Unione Europea faccia il proprio dovere”. Le preoccupazioni sono anche per i potenziali sviluppi, che nessuno e’ in grado di prevedere. “L’atteggiamento dell’Austria potrebbe essere seguito da altri Paesi, penalizzando ulteriormente gli scambi commerciali e distruggendo quella stessa idea di area di libero scambio e di unione doganale che ha le sue origini ancora prima di Schengen e dell’euro. Si andrebbe verso forme di protezionismo e di autarchia ormai anacronistiche- conclude Donati- e in contrasto con il contesto di globalizzazione in cui ci troviamo”.

29 aprile 2016
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