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regione lazio - Gli Speciali di DIRE

Negli uffici pubblici della Regione si parlerà anche nella lingua italiana dei segni

In tutti gli uffici pubblici della Regione si parlerà anche nella lingua italiana dei segni. La novità arriverà dopo l’approvazione della legge regionale che ha iniziato oggi il suo iter nell’aula della Pisana, primo firmatario Eugenio Patanè. “Non abbiamo ancora una legge nazionale su questo argomento- ha commentato con l’agenzia stampa Dire lo stesso Patanè- la lingua italiana dei segni funziona con la gestualità come segno di comunicazione per i sordo-muti. Il Lazio intende riconoscere questa lingua come lingua a tutti gli effetti. In questo modo rendiamo effettivi diritti, oggi solo formali, per le persone sorde”.

Per la prima volta nel Paese “il Lazio- ha detto ancora Patanè- intende riconoscere la Lis come lingua a tutti gli effetti, con le proprie modalità e i propri dialetti. Magari la Lis che si impara in Sicilia e’ differente da quella del Veneto, con tutte le prerogative e le regole grammaticali e sintattiche di una lingua- ha continuato Patane’- Tutto ciò risponde al fatto che quei diritti che sono scritti nella costituzione per alcune persone come i sordi non diventano sostanza. Se vado in un ospedale e non posso comunicare, il diritto alla salute viene meno e lo stesso vale per la cultura o l’istruzione. Il nostro tentativo è rendere effettivi alcuni diritti che per le persone sorde sono solo formali”.

In atti concreti “nel Lazio accadrà che attraverso il riconoscimento della lingua dei segni potrà esserci un bilinguismo in tutti gli uffici pubblici. Attraverso alcune disposizioni finanziarie, in tutti gli uffici che rappresentano dei servizi pubblici essenziali per le persone, dagli ospedali, ai Municipi, alle scuole, all’Inps, potranno esserci a disposizioni degli interpreti di Lis. Chi non vorrà imparare questa lingua potrà utilizzare i suoi metodi di comunicazione, anche di innovazione tecnologica, come il tablet o l’iphone o le protesi digitali alle orecchie”.

La Regione metterà a disposizione una media di 200 mila euro l’anno da qui al 2017: “Per questo primo anno la dotazione sarà di 100 mila euro e aumenterà l’anno prossimo con 250 mila euro e lo stesso importo ci sarà nel 2017. Poi, man mano che gli sportelli apriranno e ci sarà a disposizione sempre più personale speriamo di aumentare i fondi”.

Altro passaggio importante, la prevenzione: “La legge prevede anche uno screening neonatale che ci consente di individuare subito i casi di sordità. È successo in passato che bambini sordi siano stati scambiati per disabili di altra natura e quindi venivano trattati in maniera sbagliata- ha aggiunto Patane’- Un decreto del commissario Zingaretti ha già disposto lo screening neonatale ma averlo messo in una legge significa che questo strumento resterà per sempre”.

Nelle scuole “l’apprendimento della Lis e’ previsto a partire da quella dell’infanzia, compresi gli interpreti- ha concluso Patane’- Inizieremo da alcuni istituti ma con questa legge viene aperto un capitolo di bilancio che andrà solamente implementato man mano che si diffonde questo tipo di servizio”. L’esame del testo proseguirà a partire da mercoledì prossimo alle 11 quando l’aula tornerà a riunirsi.

29 aprile 2015

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