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Intimidazioni in Sardegna, ecco le testimonianze dei sindaci

Minacce_proiettili CAGLIARI –  136 casi in un anno e mezzo,  l’8,6% dei 1.265 casi totali in Italia (870 nel 2013 e 395 nel primo quadrimestre del 2014, in forte crescita), rivolti soprattutto nei confronti di sindaci (per il 45%), e di componenti di giunte e di consigli comunali (per il 40% insieme). La Sardegna è interessata dal fenomeno crescente delle intimidazioni agli amministratori locali. Queste le storie che la ‘Dire’ ha trovato nelle oltre 250 pagine della relazione conclusiva della commissione parlamentare d’inchiesta sulle intimidazioni agli amministratori locali.

QUI I DETTAGLI SULLA RELAZIONE DELLA COMMISSIONE D’INCHIESTA

LE STORIE – I sindaci, specie quelli dei piccoli comuni, andrebbero sollevati da alcune responsabilità che li espongono a possibili violenze personali. Queste responsabilità andrebbero “delegate a livelli” istituzionali “superiori”. Lo ha sottolineato, parlando con la commissione parlamentare d’inchiesta sulle intimidazioni agli amministratori locali, il presidente della prima Commissione autonomia e ordinamento regionale Francesco Agusdel Consiglio regionale della Sardegna, Francesco Agus.

“Intendo dire che su alcuni temi lasciare un sindaco di un Comune di 1.000 abitanti (che sostanzialmente e’ un dopolavorista, nel senso che svolge gratuitamente il ruolo di sindaco mentre ha un altro lavoro) a prendere decisioni fondamentali per la sua comunita’ e a doversi scontrare con poteri molto piu’ forti, forse espone troppo la persona che deve occupare quel ruolo”.

La commissione ha raccolto le testimonianze di incidenti ai danni di amministratori a Dolianova, “dove alcuni eventi in danno della sindaca Rosanna Laconi hanno avuto una concludenza investigativa mentre per altri si ipotizzano tensioni sociali relative al pagamento dei tributi comunali e all’esproprio di un’area per la realizzazione di un parco (sul caso e’ stata audita la sindaca che ha chiesto la segretazione degli atti)”;
a Ittiri, dove le indicazioni investigative indicano “possibili moventi legati all’ambiente agro-pastorale”.

Il sindaco del comune di Villaurbana, Antonello Garau– sentito assieme all’assessore ai lavori pubblici Giovanni Lai- ha raccontato dell’incendio di un furgone di proprieta’ provocato dal lancio di una bottiglia molotov. Garau ha riferito di tensioni sorte in ordine all’autorizzazione di un impianto fotovoltaico precisando, tuttavia, di non avere elementi per mettere in connessione i fatti. Sull’episodio, sia il prefetto che il questore di Oristano hanno sottolineato che “l’assessore ai lavori pubblici e’ anche l’imprenditore edile che costruisce su tutto il territorio”.

L’audizione del sindaco e del vice sindaco del Comune di Siurgus Donigala Danilo Artizzu e Tullio Boi, ha permesso di ricostruire una lunga serie di atti intimidatori anche non recenti, consistiti nel taglio di alberi di proprieta’, in lettere minatorie che invitavano alle dimissioni e per ultimo, al vicesindaco, una busta contenente delle pallottole. Il sindaco ha parlato di “una strategia tesa a farci andare via”, aggiungendo che il “controllo molto piu’ approfondito ed adeguato da parte delle forze dell’ordine in genere e dei Carabinieri in particolare ha portato dei risultati”.

Il sindaco del comune di Mandas Umberto Oppus ha denunciato furti e atti vandalici nelle strutture pubbliche da parte di alcune persone arrestate e successivamente scarcerati che, ritenendolo il mandante dell’arresto, hanno frantumato con una pietra il vetro del portone d’ingresso di casa. Oppus li ha affrontati col sorriso, portandoli a cena “per far capire loro che se uno crea un danno al Comune per 10.000 euro, quelli sono fondi sottratti al loro inserimento sociale o comunque alle provvidenze che il Comune stanzia per loro”.

Il sindaco del comune di Benetutti, Gianni Murineddu, gia’ nel 2011 e nel 2012 aveva avuto la casa colonica distrutta con una bombola di gas e per ultimo sono stati esplosi colpi d’arma da fuoco sulla facciata della casa colonica di proprieta’ del padre. Il comune di Benetutti e’ uno dei pochi comuni in Italia che gestisce direttamente l’energia elettrica, trasporto e vendita, e il sindaco ha riferito sui problemi in ordine alla morosita’ ma anche alle difficolta’ di infrastrutturare terreni agricoli che si trovano a chilometri di distanza dalla rete comunale dovuti ad una diversa interpretazione della norma con l’Enel. “Dialogare e fare certi ragionamenti con il mondo agro-pastorale e’ complicato … Cio’ ha creato un po’ di problemi, perchè ci sono diverse aree dell’agro scoperte. Ad esempio per le sale mungitura c’e’ il gruppo elettrogeno, senza il quale, purtroppo, non funzionano. E le colpe ricadono sul Comune che non riesce a risolvere questa situazione”.

“VOGLIO GIUSTIZIA PER PAPÀ” –  Ucciso a 71 anni da una bomba collocata sulla soglia di casa il 29 febbraio 2004. Dopo che due tentativi analoghi che avevano nel mirino il figlio erano falliti. L’omicidio di Bonifacio Tilocca, padre dell’allora sindaco di Burgos Giuseppe, è forse il più eclatante fra gli episodi di violenza ai danni di amministratori locali in Sardegna. Bonifacio paga la sua condizione di padre preoccupato. Indagava sui nemici del figlio, e riferiva al magistrato. La bomba ne tappa la bocca per sempre. Ora, per cercare di riaprire una vicenda conclusasi con l’archiviazione, la commissione parlamentare d’inchiesta sulle intimidazioni agli amministratori locali ha ascoltato l’ex sindaco.

Oggi Pino Tilocca, impegnato nel settore dell’educazione scolastica, continua a battersi per avere giustizia: “Era la terza bomba che veniva messa a casa- ha detto durante l’audizione alla commissione parlamentare- c’e’ stata nei miei confronti una serie imponente di attentati, alla quale evidentemente non e’ corrisposta un’attenzione adeguata”. Tilocca ha chiesto che, a distanza di dieci anni, “sul caso di mio padre sia posta una nuova attenzione, perchè credo che mio padre lo meriti, come credo che lo meriti anche la gente onesta del mio paese”.

Il prefetto di Sassari, Salvatore Mulas, ha affermato ai commissari che sul caso “si sa molto, quasi tutto, ma non si riesce ad acquisire quegli elementi concreti necessari dal punto di vista tecnico per portare i responsabili davanti ad un giudice: questa e’ la situazione”.

15 ANNI DI ANGHERIE –  Quindici anni di angherie, anche se non “continuative”. Orlando Carcangiu, sindaco di Isili, comune di poco piu’ di 2.800 abitanti in provincia di Cagliari, il 30 ottobre 2014 e’ stato ascoltato in videoconferenza. Le “pesanti denigrazioni”, così nel verbale della commissione, riguardavano una lettera anonima distribuita nel paese che riguardava anche suoi familiari. A parere del primo cittadino e’ stata l’approvazione del piano urbanistico a provocare questa reazione anonima. Carcangiu ha riferito alla Commissione di aver denunciato il fatto alle Forze dell’ordine, corredando la denuncia di indicazioni e testimonianze, compresi i tentativi di avvicinare i consiglieri comunali della maggioranza per indirizzarli ad un voto contrario all’approvazione del piano urbanistico.

Il sindaco, inoltre, ha riferito di aver preso l’iniziativa di inviare la lettera anonima a tutte le famiglie del paese accompagnata da un suo commento alle accuse che gli erano state rivolte. Infine ha auspicato che le Forze dell’ordine riescano a venire a capo della vicenda per non ingenerare “pericolose” reazioni nella comunita’ perchè in Sardegna “tutto si puo’ accogliere o ricevere, salvo toccare la famiglia, che e’ una cosa sacra”.

IL FRONTE RIFIUTI – Le audizioni svolte dalla commissione parlamentare d’inchiesta sulle intimidazioni agli amministratori locali in Sardegna “hanno evidenziato le criticita’ legate alla gestione dei rifiuti nella regione”. In particolare il procuratore della Repubblica presso il tribunale di Cagliari, Ettore Angioni, nel corso dell’audizione, ha segnalato “una indubbia incidenza di atti intimidatori perpetrati ai danni di pubblici amministratori o di rappresentanti di ditte concessionarie o candidate alla concessione del servizio di ritiro dei rifiuti”.

Angioni, nell’audizione del giugno 2014, ha ricordato che a Cagliari l’ultimo appalto per il ritiro dei rifiuti ammonta a 230 milioni di euro, spalmati su sette anni, “quindi una cifra di tutto rispetto”; la società nazionale che si è aggiudicata l’appalto, che opera anche nel nuorese, “ha visto incendiati otto compattatori a Barumini, una localita’ che dista una sessantina di chilometri da Cagliari”.

di Marco Sacchetti

29 aprile 2015

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