La stazione spaziale cinese cadrà in Emilia-Romagna? “Ipotesi remota”

ROMA – E’ molto remota la possibilità che i frammenti della stazione spaziale cinese Tiangong-1, in caduta libera verso la Terra, precipitino in Italia nella notte di Pasqua. Ancora più improbabile che questo avvenga in Emilia-Romagna. Nel caso succeda davvero, però, la Protezione civile regionale è già allertata e pronta a intervenire.

Ai cittadini, invece, la raccomandazione di non toccare gli eventuali frammenti spaziali caduti al suolo. Il monito arriva dal Comune di Cesena, che risponde così ai tanti cittadini che in queste ore si stanno rivolgendo preoccupati alle strutture della Protezione civile del territorio.

Che i pezzi di Tiangong-1 cadano in Emilia-Romagna “è un’ipotesi estremamente remota e che probabilmente svanirà del tutto nelle prossime ore- afferma il Comune di Cesena- visto il continuo evolversi della situazione”.

Ad ora si stima che la stazione spaziale possa precipitare intorno alle 4.45 ora italiana di domenica prossima, 1 aprile. Mentre per quanto riguarda il luogo, “non ci sono indicazioni precise”, se non la fascia (amplissima) compresa fra il 44esimo parallelo nord e il 44esimo parallelo sud, costituita in gran parte da oceani e deserti, ma che comprende anche zone di Stati Uniti, Brasile, India, Cina e l’Italia centro-meridionale, a partire (più o meno) dall’Emilia-Romagna.

“Come si vede le variabili sono tantissime- sottolinea il Comune di Cesena- e la possibilità che il territorio romagnolo venga interessato sono davvero molto ridotte, tenuto conto anche del fatto che nell’impatto con l’atmosfera la stazione spaziale si disintegrerà e cadranno solo frammenti”.

Non è però escluso che pezzi più grandi arrivino al suolo e che cadano, appunto, nella parte sud dell’Emilia-Romagna. Per questo, la Protezione civile della Valle del Savio è già con le antenne dritte.

Se l’Emilia-Romagna dovesse essere confermata come area di probabile caduta dei frammenti della stazione spazione, “le strutture di Protezione civile saranno immediatamente allertate per far fronte alle eventuali necessità- assicura il Comune di Cesena- a cominciare da una adeguata e puntuale informazione alla popolazione”.
Si aspettano però eventuali conferme e indicazioni da parte della comunità scientifica. Nel frattempo, anche ai cittadini “si consiglia di mantenersi aggiornati attraverso i media, che saranno prontamente informati in caso di necessità”.
La Protezione civile mette a disposizione anche un piccolo decalogo di comportamento, perchè “eventi di questo tipo e casi reali di impatto sulla Terra, in particolare sulla terraferma, sono assai rari. Pertanto non esistono comportamenti di autotutela codificati in ambito internazionale da adottare a fronte di questa tipologia di eventi”.
Tuttavia, qualche indicazione utile (e di buon senso) non manca. Ad esempio, riporta il Comune, “è poco probabile che i frammenti causino il crollo di edifici, che pertanto sono da considerarsi più sicuri rispetto ai luoghi aperti. Si consiglia, comunque, di stare lontani dalle finestre e porte vetrate”. I frammenti potrebbero però perforare tetti e solai, quindi sono da considerare “più sicuri i piani più bassi degli edifici”.

E’ comunque “poco probabile che i frammenti più piccoli siano visibili da terra prima dell’impatto”. Quelli più grandi che dovessero schiatarsi al suolo, avverte ancora il Comune, potrebbero contenere idrazina, che è una sostanza corrosiva, tossica e cancerogena. Per questo, chiunque trovasse un frammento è invitato a non toccarlo, a mantenersi ad almeno 20 metri di distanza e a segnalarlo subito alle autorità.

29 Marzo 2018
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