India, le tracce finiscono sui social e la maturità è da rifare

ROMA – Scontro anche politico in India per i testi delle prove di maturita’ diffusi in anticipo via WhatsApp, violando i sistemi di sicurezza digitale e costringendo milioni di studenti a ripetere l’esame. Il ministro dell’Istruzione, Prakash Javadekar, ha detto che e’ stata gia’ avviata un’inchiesta. I sospettati, tra i quali studenti e tutor, sarebbero almeno 25. Secondo la stampa di New Delhi, oltre a individuare i responsabili bisognera’ pero’ verificare la tenuta di Aadhaar, database con le informazioni personali di oltre un miliardo di indiani gia’ sottoposto ad attacchi hacker in piu’ occasioni.
Di sicurezza digitale a New Delhi si era parlato anche nei giorni scorsi, dopo che un ricercatore francese aveva denunciato il rischio di violazioni della privacy tramite l’app ufficiale del primo ministro Narendra Modi. L’esame appena invalidato costituisce un passaggio chiave per l’accesso alle universita’ pubbliche. Scontata allora l’accusa di Rahul Gandhi, capo del Partito del Congresso, la prima forza di opposizione: “Chi e’ – ha chiesto su Twitter – il responsabile di questo caos?” 

29 Marzo 2018
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