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Finalmente ecco il caldo, e gli italiani ritornano all’orto

ortiCon l’arrivo del caldo sono oltre 20 milioni gli italiani che si sono messi l lavoro negli orti, nei giardini o e nei terrazzi per dedicarsi, oltre che alla tradizionale cura dei vasi di fiori, alla coltivazione “fai da te” di lattughe, pomodori, piante aromatiche, peperoncini, zucchine, melanzane. E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che gli italiani sono diventati un popolo di “hobby farmers” con la percentuale di appassionati tra i giovani di età compresa tra i 18 ed i 34 anni che è salita al 50,8 per cento ed ha addirittura sorpassato quella degli anziani over 65 anni che è del 47,9 per cento, secondo il Censis. Un modo per rilassarsi con l’arrivo della bella stagione ma anche per superare gi effetti negativi dell’ora legale e recuperare i normali ritmi. Gli italiani infatti si dedicano al lavoro nell’orto nei giardini e nei terrazzi privati, ma anche nei terreni pubblici o nelle aziende agricole con il comune denominatore che è – sostiene la Coldiretti –  la passione per il lavoro all’aria aperta, la voglia di vedere crescere qualche cosa di proprio, il gusto di mangiare od offrire a familiari od amici prodotti freschi, genuini e di stagione, ma anche in alcuni casi di risparmiare senza rinunciare alla qualità in un difficile momento di crisi.

L’investimento per realizzare un orto in giardino si può stimare – informa la Coldiretti – intorno ai 250 euro per 20 metri quadrati “chiavi in mano” per acquistare terra, vasi, concime, attrezzi, reti per limitare le piantine, sostegni vari, sementi e piantine. Individuare lo spazio giusto e, la stagionalità, conoscere la terra di cui si dispone, scegliere attentamente semi e piantine a seconda del ciclo e garantire la disponibilità di acqua sono alcune delle regole da seguire per ottenere buoni risultati. Numerose sono le possibilità per superare il problema dello spazio limitato: per piantare ortaggi e frutta dall’orto portatile a quello verticale, dall’orto “riciclabile” a quello in terrazzo.

Senza dimenticare – aggiunge la Coldiretti –  che mai così tante aree verdi sono state destinate ad orti pubblici nelle città capoluogo dove si è raggiunto il record di 3,3 milioni di metri quadri di terreno di proprietà comunale divisi in piccoli appezzamenti e adibiti alla coltivazione ad uso domestico, all’impianto di orti e al giardinaggio ricreativo. Sulla base del rapporto Istat sulla qualità del verde urbano del 2014, dalla quale si evidenzia che gli orti urbani in Italia sono addirittura triplicati in due anni. Le coltivazioni degli orti urbani – sottolinea la Coldiretti – non hanno scopo di lucro, sono assegnati in comodato ai cittadini richiedenti e forniscono prodotti destinati al consumo familiare e, oltre a rappresentare un aiuto per le famiglie in difficoltà e ad avere anche un valore didattico, concorrono a preservare spesso aree verdi interstiziali tra le aree edificate per lo più incolte e destinate all’abbandono e al degrado.

Una tendenza che ha importanti effetti sul mercato e sull’occupazione. Secondo i dati diffusi da Comagarden le vendite di macchine per il giardinaggio segnano nel 2014 hanno registrato un incremento del 7,6% sul 2013, con un vero boom per trattorini, (+16%), decespugliatori (+14,9%) e raserba (+10,8%). Ma si assiste anche alla nascita di una nuova figura professionale come il tutor dell’orto, della rete degli orti urbani di Campagna Amica, con il compito di offrire consulenza e tutoraggio a domicilio su tutto il territorio nazionale. Se in passato erano soprattutto i più anziani a dedicarsi alla coltivazione dell’orto, memori spesso di un tempo vissuto in campagna, adesso infatti – conclude la Coldiretti – la passione si sta diffondendo anche tra i più giovani e tra persone completamente a digiuno delle tecniche di coltivazione.

29 marzo 2015

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