Renzi difende le liste: "Lucia Annibali e gli altri, possiamo essere primo partito" - DIRE.it

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Renzi difende le liste: “Lucia Annibali e gli altri, possiamo essere primo partito”

ROMA – “Penso che tutti i leader dicano di avere la squadra più forte. Ma se guardo alle nostre liste vedo delle persone molto competenti. C’è una candidata di cui non parla nessuno ma è una delle più belle del Pd. Si candiderà a Parma. Lei fu picchiata e sfregiata dal suo ex, si chiama Lucia Annibali e ha scelto di candidarsi nella sua città. Uno può votare Pd o un altro partito ma mi piace l’idea che la nostra squadra abbia persone come lei”. Il segretario del Pd, Matteo Renzi, difende le liste in queste ore tanto criticate. ne ha parlato ieri pomeriggio, intervistato da Barbara D’Urso a Domenica Live su Canale5.

Potrei continuare con tutti i nomi di quelli che abbiamo candidato. Pensate che a Napoli il primo candidato individuato si chiama Paolo Siani, un medico, un pediatra. Non viene dalla politica ma dall’associzionismo, da Libera, dalla lotta alla camorra ed è in prima fila sulla lotta alla povertà educativa”.

“POSSIAMO ESSERE PRIMO GRUPPO PARLAMENTARE”

Su facebook, poi, ancora ieri, Renzi non esita a definire la partita “apertissima” e a esprimere l’auspicio che quello del Partito democratico possa essere “il primo gruppo parlamentare”.

Ecco le parole del segretario dem: “Grazie a chi ha accettato di candidarsi, grazie a chi ci ha detto di no con motivazioni varie (tanti, più di quelli che sono stati resi pubblici), grazie a chi continuerà il proprio lavoro in Parlamento e grazie a chi con la prossima legislatura lascerà il proprio incarico. Grazie a chi ha letto la legge elettorale e quindi sa che la partita è apertissima e che possiamo essere davvero il primo partito e il primo gruppo parlamentare”, afferma Renzi.

“GRAZIE AI MILITANTI CHE NON VOGLIONO PIU’ LE POLEMICHE”

Grazie è una parola che difficilmente viene usata in politica. Si preferiscono- sottolinea Renzi- parole come polemica, lamentela, accusa. Tanti politici dicono: ‘Eh, però, anche tu, ma perché..’. Pochi politici dicono ‘Grazie, comunque’. Proprio per questo al termini della (difficile) selezione delle candidature ho voglia di dire forte il mio grazie”.

E continua: “Grazie a quelli come Yoram che hanno lavorato duro per cinque anni: lui è l’ideatore della misura degli 80 euro, per lavorare con noi si è dimesso cinque anni fa dal suo lavoro e oggi ha scelto comunque di non ricandidarsi dicendomi: ‘Vedo tutte le polemiche, Matteo. Lasciamo il posto a un altro, io ti do comunque una mano con le mie idee e la mia esperienza. E nella professione mi rimetto in gioco’. Grazie ai militanti del nostro partito che non sopportano più le polemiche interne e le divisioni e ci chiedono di lavorare sui progetti per l’Italia. Non sui nomi”.

29 gennaio 2018
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