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DIRE Emilia-Romagna

Legambiente: “Lo smog non si ferma, salute a rischio”

BOLOGNA – Il 2015 si è chiuso in piena emergenza smog. E il 2016 non accenna a migliorare. Dopo il picco di fine anno, a inizio gennaio si è registrata “una tregua”, ma “negli ultimi 10 giorni i livelli di inquinamento sono tornati a salire, con sforamenti consecutivi in tutte le città“. A dirlo è Legambiente Emilia-Romagna, in occasione della pubblicazione del dossier Mal’Aria 2016. Nel solo mese di gennaio, elencano gli ambientalisti, a Modena sono già 13 le giornate di sforamento dei livelli di polveri sottili; 12 a Ferrara, Ravenna e Rimini; 10 a Piacenza e Reggio Emilia; otto a Parma, Bologna e Forlì; sei a Cesena. L’anno scorso, afferma Legambiente, “il 75% delle centraline in Emilia-Romagna hanno registrato superamenti della media giornaliera” di polveri sottili “per più di 35 giorni”, limite stabilito per legge. In questo quadro, “Parma, Reggio Emilia e Piacenza restano le realtà più critiche”.

Più in generale, continua l’associazione, “il 2015 si è concluso all’insegna dell’emergenza smog. Tutti i capoluoghi di provincia, fatta eccezione per Cesena, si sono ‘svegliati’ a dicembre con le centraline di fondo urbano e di traffico che registravano quasi ininterrottamente superamenti dell’ormai famoso limite di pm10 di 50 microgrammi per metro cubo, da non superare per più di 35 volte in un anno”. Questi i dati, mutuati dalle rilevazioni Arpa: Piacenza, 61 giorni di sforamento nel corso dell’anno appena trascorso; Parma e Reggio Emilia 67; Modena e Ferrara 55; Bologna 38; Ravenna 42; Forlì 36; Cesena 22 (unica sotto il limite di legge); Rimini 59. Per tutti i capoluoghi si tratta di un netto peggioramento rispetto al 2014 (Forlì e Piacenza hanno quasi raddoppiato le giornate di sforamento), ma nessuno ha raggiunto il record negativo toccato nel 2012.

smogIn Emilia-Romagna, dunque, nel 2015 c’è stato un peggioramento netto rispetto alla situazione del 2014, anche alla luce anche del lungo periodo di siccità di fine anno- ammette Legambiente- ma, come indica la serie temporale di sforamenti degli ultimi sette anni, specialmente in città come Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia e Rimini, non siamo più in una situazione di emergenza straordinaria”. Questo significa però che “per la qualità dell’aria è doveroso parlare di cronicità- avvertono gli ambientalisti- o se si vuole di ‘emergenza cronica’”. Legambiente ricorda l’allarme lanciato dall’Oms su quanto il particolato atmosferico sia cancerogeno per la salute umana e associato spesso a una maggior incidenza del cancro“. E cita il recente rapporto dell’Agenzia europea dell’Ambiente sul primato italiano come numero di morti causati dall’inquinamento: più di 84.000 nel solo 2012.

smogPer questo, sostiene Legambiente, “è indispensabile che gli assessorati regionali all’Ambiente e alla Salute lavorino in stretta sinergia, adottando con urgenza misure che salvaguardino la salute dei cittadini della nostra regione. Inoltre, deve essere “approvato immediatamente il Piano regionale dell’aria”, promuovendo “la mobilità pubblica su ferro, aree pedonali, zone a traffico limitato e zone 30”. E ancora, Legambiente invoca “politiche rigorose” per la “riorganizzazione della mobilità nelle aree adiacenti alle scuole, chiudendo al traffico le vie limitrofe negli orari di ingresso e uscita”. Allo stesso modo, per gli ambientalisti servono misure ferree anche per spostare il trasporto merci dalla gomma al ferro, ad esempio con “meccanismi di sovra pedaggio”. Nei centri storici, invece, la consegna delle merci ai negozi dovrebbe essere fatta con “navette elettriche”.

di Andrea Sangermano, giornalista professionista

29 gennaio 2016

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