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Boom iscritti a Ingegneria per Unimore, ma “mancano aule”

REGGIO EMILIA – Superata la barriera dei 1.000 iscritti, il dipartimento di Scienze e metodi dell’Ingegneria dell’Università di Modena e Reggio Emilia ha stabilito quest’anno un nuovo record di iscrizioni e immatricolazioni di neodiplomati, pari rispettivamente a 1.097 e 310. Negli ultimi cinque anni l’incremento è stato del +48,24% e del +92,55%. Complessivamente, dalla sua nascita l’Ingegneria reggiana, nata nel ’99 e trasformatasi nel 2012 in dipartimento, ha laureato 2.141 giovani. Che, a quanto pare, hanno buone prospettive. Già a un anno dal titolo, infatti, gli ingegneri magistrali del Dismi sono quasi tutti al lavoro con retribuzioni che risultano le più alte a livello di Unimore e tra le più elevate in Italia. E appare “notevole”, quindi, la soddisfazione dei laureati per il corso di studio seguito. La virtuosità del dipartimento, allora, sarà premiata dall’ateneo con l’arrivo nell’ultimo anno di numerosi nuovi docenti. La nota dolente, tuttavia, è quella degli spazi: mancano strutture adeguate per gli studenti.

unimoreOggi in conferenza stampa a Reggio, il direttore del Dismi, Eugenio Dragoni, contestualizza citando “il forte fabbisogno di tecnici e di ingegneri industriali espresso dal mondo produttivo del nostro territorio e dell’intero Paese”, ma “il flusso crescente di studenti verso Ingegneria a Reggio è alimentato soprattutto dalla qualità della formazione fornita ai nostri allievi e neolaureati”. L’impennata verso la soglia dei 1.000 iscritti è iniziata negli ultimi quattro anni accademici, dopo che per un lungo periodo il dato delle iscrizioni era rimasto sostanzialmente stabile attorno a 740 iscritti; è dal 2012/2013 che si è assistito all’inversione di tendenza. Oltre la metà (556) è formata da residenti reggiani (51%), mentre il 34% (373) viene da Modena. Il resto della popolazione studentesca è composta per l’1% da stranieri (8) o da fuori regione (123, l’11%), mentre 37 (3%) arrivano da altre province dell’Emilia Romagna.

Tenendo conto del picco di 193 ingegneri proclamati nel corso del 2015, appare pressoché immediato l’inserimento nel mondo del lavoro; ad esempio, AlmaLaurea nel 2014 ha evidenziato che l’indice di disoccupazione degli ingegneri reggiani a un anno dal titolo dell’8,1%, con percentuali differenziate tra laureati triennali, per i quali l’inoccupazione è più elevata (17,1%), e laureati magistrali, per i quali questo indice precipita ad appena il 2%. Col passare degli anni, tira comunque le somme Unimore, il fenomeno della disoccupazione specie tra i laureati magistrali “scompare”. E gli ingegneri reggiani guadagnano bene: già a un anno dal titolo di studio la retribuzione media è di 1.388 euro per i laureati magistrali (la media nazionale in questo caso è di 1.045 euro e quella di ateneo di 1.192).

campania_studenti2A tre anni si sale a 1.543 euro mensili con una forbice più favorevole ai maschi, che vantano un salario medio di 1.607 euro contro appena 1.326 per quanto riguarda le loro colleghe femmine. A cinque anni dalla laurea la retribuzione mensile media di un ingegnere magistrale reggiano arriva a 1.767 euro. Sul tema delle strutture per gli studenti, scandisce il rettore Angelo Oreste Andrisano incassando i nuovi dati: “La recente realizzazione del Tecnopolo darà ulteriore impulso alla scuola ingegneristica di Reggio, che attraverso nuovi laboratori potrà consolidare il suo prestigio. Comprendiamo che questi risultati, inattesi nella loro dimensione, ci caricano della responsabilità di dare agli studenti strutture adeguate, poiché le attuali sono ormai sottodimensionate. Mi auguro- è l’appello del rettore- che le istituzioni, gli enti e le associazioni economiche reggiani sappiano comprendere l’importanza di avere cura della accoglienza dei giovani che frequentano le aule universitarie e non si commetta l’errore di trascurare lo sforzo sull’Università nel momento in cui il Paese, ancora alle prese con l’uscita dalla crisi, ha più bisogno di laureati e di professionisti”.
L’immissione di nuovi docenti a Ingegneria è stata particolarmente sostenuta nell’ultimo anno; grazie al meccanismo d ei punti-organico, il Dismi si è visto assegnare otto professori associati e un ricercatore a tempo determinato.

di Luca Donigaglia, giornalista professionista

29 gennaio 2016

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