Manovra, Vanna Iori: “Il governo fa cassa sui più deboli”

di Vanna Iori

ROMA – Il governo nato per aiutare il popolo e i più deboli fa cassa proprio su di loro. Anzi, fa peggio perché colpisce i più fragili tra i fragili. Come definire altrimenti la norma del maxi emendamento che cancella l’Ires agevolata (portandola dall’attuale 12% al 24%) per istituti di assistenza sociale, fondazioni, enti ospedalieri, se non una patrimonaliale sulla solidarietà e un attacco senza precedenti ai più bisognosi? In questo modo, tante attività meritorie senza fini di lucro, nate per dare sostegno alle diverse forme di fragilità svolte da centri come la Corce Rossa, il Banco Alimentare, Sant’Egidio, l’Humanitas, le associazioni per persone con disabilità, non saranno più sostenibili. Come si può definire “del popolo” una manovra che fa cassa sui disperati e che solo il marketing di governo può cercare di nascondere?

Il Paese ha bisogno del terzo settore e chi instilla il sospetto che la solidarietà si basi sul lucro non fa un buon servizio all’Italia che ha una straordinaria tradizione nel campo del no profit e del volontariato. La nostra storia è caratterizzata dal sentimento morale di partecipazione generosa alle miserie altrui. Abbiamo sempre dimostrato una straordinaria umanità. Se si vuole cancellare anche quella, si arriva a mettere in difficoltà una rete secolare di azioni e di impegno che costituisce un welfare comunitario generatore di coesione e sostenibilità. Parliamo di chi fornisce servizi essenziali che lo Stato non riesce sempre ad assicurare.

L’esecutivo del cambiamento ha adottato il cinismo come cifra di governo, diffondendo un sentimento di disprezzo per i “buonisti” che devono essere spazzati via a partire da quei fessi che si occupano di “vedere” la disperazione e di mettere in azione la solidarietà, contro la volgarità e la grettezza. E in fondo non è diversa la logica con cui condonano i furbi che evadono il fisco. Per il governo anche per i più poveri tra i poveri la pacchia è finita? Già. In fondo sono solo esseri estranei e pericolosi. E devono essere imbavagliate o derise le voci critiche che diffondono informazione culturale per contrastare quelle scelte politiche che rappresentano una pericolosa deriva per il paese.

Meno pasti caldi, meno posti letto, meno servizi per anziani e disabili, meno assistenza, meno iniziative culturali, meno posti di lavoro. Ecco, ha avuto inizio il “cattivismo” di governo che pretende di diventare la voce non dei più deboli ma dei più arrabbiati e rancorosi.

Con la patrimoniale sul volontariato si privano di speranze i più fragili. La manovra del popolo la pagheranno soprattutto loro. Ma la dignità umana resta inviolabile, e va difesa sempre, anche quando sembra che se ne stia perdendo il senso e prevalgano indifferenza e disprezzo. Di Maio ha assicurato che il governo farà un passo indietro eppure la norma è scritta nero su bianco e nessuno del governo spiega dove troverà i soldi per la retromarcia. E’ gravissimo fare cassa sulla solidarietà. 

di Vanna Iori

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28 Dicembre 2018
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