Economia, Bce: “Espansione area Euro solida, crescono pil e consumi”


ROMA – “La valutazione economica del Consiglio direttivo riflette un’espansione dell’attivita’ nell’area dell’euro che continua a essere solida e generalizzata nei diversi Paesi e settori. La crescita del PIL in termini reali e’ sostenuta dalla crescita dei consumi privati e degli investimenti, nonche’ dalle esportazioni, che beneficiano della ripresa generalizzata a livello mondiale. I risultati dell’ultima indagine e i dati piu’ recenti confermano una robusta dinamica espansiva. Anche l’economia internazionale continua a espandersi a ritmi sostenuti, e la ripresa evidenzia segnali di sincronizzazione a livello mondiale”. E’ quanto si legge nel bollettino numero 8 della Bce reso noto questa mattina.

PIL AREA EURO +2,4% NEL 2017 E +2,3% NEL 2018

“In prospettiva, le proiezioni macroeconomiche per l’area dell’euro formulate in dicembre dagli esperti dell’Eurosistema prevedono una crescita annua del PIL in termini reali pari al 2,4 per cento nel 2017, al 2,3 per cento nel 2018, all’1,9 per cento nel 2019 e all’1,7 per cento nel 2020. Rispetto all’esercizio svolto dagli esperti della BCE lo scorso settembre, le prospettive di crescita del PIL sono state riviste al rialzo in misura considerevole. Ci si attende che l’espansione economica in atto nell’area dell’euro continui a essere sostenuta dalle misure di politica monetaria della BCE. Inoltre, la spesa privata e la crescita dei consumi sono sospinte dalle minori necessita’ di riduzione della leva finanziaria e dal miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro. I miglioramenti nella redditivita’ delle imprese e le condizioni di finanziamento molto favorevoli continuano a promuovere la ripresa degli investimenti societari. Nel contempo, gli esportatori dell’area dell’euro stanno beneficiando della perdurante espansione economica”. E’ quanto si legge nel bollettiino numero 8 della Bce reso noto questa mattina.

A NOVEMBRE 1,5% INFLAZIONE ANNUA AREA EURO, 1,4% NEL 2018

“Secondo la stima preliminare dell’Eurostat, in novembre l’inflazione sui dodici mesi misurata sullo IAPC nell’area dell’euro si e’ collocata all’1,5 per cento, in aumento rispetto all’1,4 per cento di ottobre. Nel contempo, le misure dell’inflazione di fondo hanno registrato di recente una certa moderazione, ascrivibile in parte a fattori straordinari. In prospettiva, sulla base dei prezzi correnti dei contratti future sul petrolio, e’ probabile che l’inflazione complessiva si riduca nei prossimi mesi, riflettendo principalmente effetti base nei prezzi dei beni energetici, per poi tornare a crescere. L’inflazione di fondo dovrebbe aumentare gradualmente nel medio periodo, sostenuta dalle misure di politica monetaria della BCE, dal perdurare dell’espansione economica, dalla riduzione della capacita’ inutilizzata nell’economia e dalla piu’ vigorosa dinamica salariale associati a tale espansione”.

“Questa valutazione- si legge ancora- si riflette sostanzialmente anche nelle proiezioni macroeconomiche di dicembre formulate per l’area dell’euro dagli esperti dell’Eurosistema, che indicano un tasso annuo di inflazione misurato sullo IAPC dell’1,5 per cento nel 2017, dell’1,4 per cento nel 2018, dell’1,5 per cento nel 2019 e dell’1,7 per cento nel 2020. Rispetto alle proiezioni macroeconomiche dello scorso settembre formulate dagli esperti della BCE, le prospettive per l’inflazione complessiva misurata sullo IAPC sono state riviste al rialzo, soprattutto per effetto delle piu’ elevate quotazioni del petrolio e dei beni alimentari”.

28 Dic 2017
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