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Onu contro gli insediamenti, Trump: “Israele, resisti”

ROMA  – “Resisti Israele, il 20 gennaio è vicino!”. Lo ha scritto il presidente eletto Donald Trump su Twitter, in risposta alla recente risoluzione delle Nazioni Unite che vieta la costruzione di nuovi insediamenti nei Territori occupati e a Gerusalemme est, nonché l’esproprio di terre ai palestinesi, fatto che ha acceso le tensioni tra Israele e gli Stati Uniti.

L’ambasciatore americano al Consiglio di Sicurezza infatti su richiesta di Obama si è astenuto, favorendo l’adozione della risoluzione. “Sto facendo del mio meglio per ignorare le molte dichiarazioni incendiarie del presidente Obama– ha scritto ancora Trump-. Stava per avvenire una transizione graduale, e invece no!. Non possiamo continuare a lasciare che Israele sia trattato con tale disprezzo, e con totale mancanza di rispetto. Avevano negli Stati Uniti un grande amico, ma ora non è più così”, ha commentato ancora il nuovo inquilino della Casa Bianca, secondo cui “l’inizio della fine” nei rapporti tra i due storici alleati è iniziato con “l’affare orribile dell’Iran”, ossia la firma dell’accordo sul nucleare, e ora la risoluzione 2334 delle Nazioni Unite, già definite dal magnate newyorchese “un club di chiacchiere”.

IL GRUPPO EBRAICO ENTUSIASTA PER LA RISOLUZIONE ONU

Non tutti in Israele sono contrari alla risoluzione 2334 delle Nazioni Unite, quella con cui il Consiglio di sicurezza ha vietato l’espansione delle colonie a Gerusalemme Est e in Cisgiordania, nonché l’esproprio di terre ai palestinesi. Tra questi il Neturei karta international (Nki), un gruppo ebraico contrario allo Stato di Israele e alle sue politiche verso i palestinesi. Considerandoli “illegali”, il gruppo plaude alla decisione di condannare gli insediamenti ebraici, e li indica come la “principale causa di scontri e sommosse in Terra Santa”, con centinaia di vite innocenti “sacrificate sull’altare del nazionalismo e della brama di terra”. I responsabili di questa organizzazione religiosa – che si proclama apertamente anti-sionista – si congratula quindi col presidente dell’Autorità palestinese Mahmoud Abbas e i Paesi che hanno votato a favore della risoluzione: “Si tratta di un passo importante verso la giustizia e la pace”, hanno scritto sul proprio sito web. Biasimata invece la condotta del premier Benjamin Netanyahu: “Facciamo appello al resto del mondo affinché capisca che il popolo ebraico non lo sostiene”, e che soprattutto gli ebrei ortodossi “sono disgustati del suo comportamento”.

28 dicembre 2016
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