Lorenzin: "Il cancro non è più un male 'incurabile'" - DIRE.it

Sanità

Lorenzin: “Il cancro non è più un male ‘incurabile'”

lorenzinLa lotta ai tumori costituisce una delle priorità del Servizio sanitario nazionale per l’elevata incidenza della malattia e per il suo pesante impatto sociale ed economico. Oggi però possiamo affermare che il concetto di cancro come ‘male incurabile’ appartiene al passato. Grazie al progresso della scienza, infatti, i tumori stanno diventando sempre più una malattia cronica: i dati, le cifre e le scoperte ci dicono che la lotta contro questa patologia, in parte già sconfitta, può segnare quotidianamente punti a favore di chi la combatte”. Lo scrive il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, nella prefazione del libro ‘Si può vincere’, presentato oggi a Firenze dall’Aiom (Associazione italiana di oncologia medica).

“Questo volume- prosegue Lorenzin- raccoglie le preziose testimonianze dei pazienti trattati con una nuova arma, l’immunoterapia. Le loro parole ci trasmettono coraggio, forza e, soprattutto, speranza. È essenziale poter garantire a tutti i pazienti le cure sempre più innovative che la ricerca mette a disposizione. Aspirare a elevati standard di prevenzione e di trattamento non risponde soltanto a ambizioni di progresso tecnologico e scientifico, ma anche di civiltà e di democrazia. Affrontare il tema della salute significa confrontarsi con le aspettative e le attese di milioni di malati, immedesimarsi con i loro disagi quotidiani e difendere la loro qualità di vita”.

Secondo il ministro della Salute, quindi, dobbiamo “potenziare i nostri sforzi e la capacità di coordinare e sostenere l’attività di prevenzione e assistenza. È necessario innanzitutto agire per contenere l’impatto dei tumori con interventi di prevenzione primaria e secondaria. È poi indispensabile collegare in rete i diversi sistemi assistenziali, garantendo un’offerta adeguata sul territorio e realizzando la presa in carico globale della persona- conclude Lorenzin nella prefazione del libro dell’Aiom- nei suoi bisogni sanitari, sociali e relazionali”.

28 dicembre 2015
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