Report CGG del 28/10/2015 – Seduta Pomeridiana

CGG-aulaNella seduta del pomeriggio inizia l’esame dei 31 articoli del Progetto di legge “Modifiche alla Legge 23 dicembre 2014 n.219 e Variazione al Bilancio di Previsione dello Stato e degli Enti del Settore Pubblico Allargato per l’esercizio finanziario 2015” . Degli emendamenti presentati dall’opposizione, ne viene approvato solo uno di Upr all’articolo 12 “Promozioni ed incentivazioni nel settore energetico”, malgrado l’indirizzo contrario dato dal segretario di Stato per le Finanze, Gian Carlo Capicchioni. All’articolo 16 “Tetto delle retribuzioni e dei compensi” Rete, Cittadinanza Attiva e Upr presentano emendamenti abrogativi sia del comma 1 che del comma 2. Il comma 2 è definito come “inopportuno” da Ciavatta (Ap) e “poco coerente” da Selva (Psd). Mazza (Pdcs Ns) chiede di sospendere in anticipo la seduta per trovare un’intesa con la minoranza e il resto della maggioranza sull’articolo 16.

Di seguito un estratto dei lavori odierni:

All’Articolo 3 “Bilancio di previsione dell’Aass”. E’ respinto l’emendamento di Rete, in cui si elimina il comma 4, dove si dice che ‘Aass farà accantonamento al fondo rischi di 200 mila euro. a fronte eventuali crediti esigibili’.

Elena Tonnini, Rete: “Chiediamo quali aziende hanno questi debiti. E chiediamo piuttosto di far dotare l’azienda di strumenti per recupero crediti, per esempio il pignoramento a carico impresa, piuttosto che accumulare debiti”.

Rossano Fabbri, Ps: “Posso condividere le finalità dell’emendamento di Rete, ma non c’è condivisione sotto l’aspetto tecnico. Prevedere un fondo rischi è buona contabilità del bilancio dello Stato. Accantonare una somma a fondo rischi non significa poi che non possano essere perseguite le azioni oggetto dell’emendamento di Rete”.

Luca Santolini, C10: “Volevo solo chiedere al segretario, visto che all’interno dell’articolo era previsto 1 mln e mezzo di euro per completare l’installazione della fibra ottica ed è dal 2013 che se parla, per evitare che questo completamento sembri un pozzo senza fondo, se si potesse avere un riferimento, magari da parte del segretario di Stato Mularoni, anche nel prossimo Consiglio”

Gian Matteo Zeppa, Rete: “E’ un emendamento per porre in essere un punto di partenza. Se ci sono difficoltà di alcune ditte, sempre ascrivibili a una parte politica, è giusto attraverso un emendamento stabilire che sia il congresso di Stato a farsi garante della pubblica utilità. Non ci si può più celare attraverso questo fondo”.

Franco Santi, C10:”Si hanno proiezioni sugli utili futuri?”.

Marco Podeschi, Upr: “Abbiamo un ente che sta dando risorse allo Stato per fare investimenti che non sono per l’ente. E’ un aspetto anomalo per una Spa”.

Gian Carlo Capicchioni, segretario di Stato per le Finanze:Siamo di fronte ad un ente di proprietà dello Stato, non ad una Spa. L’azienda dei Servizi sta facendo investimenti per la manutenzione straordinaria di Reti di proprietà dello Stato. Mi piacerebbe che gli utili che l’azienda consegue tornassero allo Stato, per dare in dotazione all’azienda le risorse per fare gli investimenti. Questa dovrebbe essere la regola. Non è vero che l’utile arriva solo da energia ma anche da attività ordinaria. A Santi: l’azienda ha già una proiezione sull’utile, in aumento rispetto 

quello preventivato, una parte è accantonata a investimenti. A Santolini: per il prossimo anno l’azienda farà grossi investimenti, per diversi milioni di euro, per la fibra ottica. Abbiamo avuto l’ok dai tecnici e si passerà alla posa della fibra. Rispetto l’emendamento di Rete, chiedo di non accoglierlo. Già esistono procedure per la riscossione dei crediti, l’azienda che non vede pagate le bollette da parte degli utenti deve iscrivere quel credito a ruolo presso l’esattoria. Non ci sono purtroppo solo le aziende morose, ma anche le famiglie”.

All‘articolo 10, “Disposizioni relative ai fondi destinati al funzionamento delle Giunte di Castello”, l’emendamento del governo per una riduzione ulteriore dei fondi per le Giunte- che rispetto la prima lettura passano da 90 a 67 mila euro- viene contestata dai consiglieri Roberto Ciavatta ed Elena Tonnini di Rete e da Franco Santi, C10. Il segretario di Stato assicura che i contributi sono concordati e programmati con le Giunte e che non si tratta di tagli lineari per la clausola di salvaguardia. L’emendamento del governo è approvato.

All’Art. 12 “Promozioni ed incentivazioni nel settore energetico”, Upr presenta un emendamento aggiuntivo per inserire tra le destinazioni del contributo pubblico il comma “c) interventi per lo sviluppo di un piano di mobilità sostenibile con l’utilizzo di autoveicoli a propulsione elettrica”. Anche Rete presenta emendamento per alzare il contributo pubblico da 210 a 300 mila euro, di cui 90 mila da destinare a una campagna informativa per interventi volti al risparmio energetico.

Marco Podeschi, Upr: “E’ un emendamento programmatico, il parco mezzi dello Stato è composto da auto obsolete e non potrebbero nemmeno circolare in centri storici quando ci sono limitazioni al traffico. Iniziamo a ragionare su quello che mettiamo e acquistiamo”.

Andrea Belluzzi, Psd: “ Al gruppo Upr dico che mi spiace molto se non arriveremo a discutere del comma 23 sulla mobilità sostenibile. Il vostro emendamento è poco potente, personalmente sono disposto a votarlo e auspico si possa fare quanto prima un dibattito in Consiglio. Credo che su questo il governo si stia già attivando. Do tutta la mia disponibilità a costruire una proposta seria”. Gian Matteo Zeppa, Rete:“Si parla di inquinamento, dobbiamo lasciare alle generazioni futuri un Paese che abbia il germe dell’eticità anche dal punto di vista ambientale. Quali sono le politiche che il governo vuole perseguire su questo punto? Vogliamo andare avanti per spot o programmare seriamente? Il nostro emendamento e quello di Upr sono punti di partenza, da cui proseguire”. Gian Carlo Capicchioni, segretario di Stato: “Siamo in una fase di assestamento e a fine anno. Per entrambi gli emendamenti non ci sono i temi, ma non significa che entrambi le proposte non siano condivisibili e su queste non ci si possa confrontare successivamente”. L’emendamento di Rete è respinto, quello di Upr è accolto con 42 voti a favore e 5 contrari.

All’ Art.13 “Interventi straordinari volti al/a riqualificazione energetica dell’esistente patrimonio edilizio”, Rete presenta un emendamento per cambiare lo stanziamento da 140 mila euro a 200 mila euro teso a finanziare la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio, e per destinare le somme non utilizzate “per la promozione di una campagna informativa”. Respinto.

All’articolo 16 “Tetto delle retribuzioni e compensi”, Upr propone emendamento abrogativo, Rete ne presenta due, uno abrogativo e un secondo in subordine. Nicola Selva, Upr, sottolinea che l’articolo che deroga dal tetto dei 150 mila euro, consentendo uno stipendio fino a 300 mila euro per il direttore di Bcsm, sia inappropriato, nel momento che è in corso un bando di selezione per il presidente di Bcsm. Roberto Ciavatta di Rete chiarisce la volontà di ristabilire il tetto originario 

per la retribuzione del direttore generale di Bcsm e per i dirigenti di istituti bancari verso cui lo Stato riversa contributi di sostegno. “All’abrogativo- spiega Ciavatta- alterniamo una proposta con cui diciamo ‘non volete applicare il calmieramento degli stipendi nelle banche’?Quanto meno valga dove lo Stato è azionista di maggioranza, ovvero a Cassa di Risparmio’”.

Non diversamente, Luca Santolini, per Ca, presenta due emendamenti, il primo abrogativo, il secondo per proporre l’opzione di mantenere il tetto per i vertici di istituti finanziari aiutati dallo Stato.

Milena Gasperoni, Psd: A mio avviso superare il tetto dei 300 mila euro ha un valore di proporzione in relazione al ruolo del direttore di Bcsm. Diversamente, non è possibile che lo Stato si indebiti per pagare stipendi così elevati che non hanno più ragione di essere in questo momento. La mia personale proposta è che, nel momento in cui lo Stato interviene con trasferimenti per il pagamento servizi a Bcsm, chiederei che si ipotizzi un taglio percentuale”.

Rossano Fabbri, Ps: “Condivido gli emendamenti dell’opposizione”.

Marco Podeschi, Upr: “Non capivo cosa c’azzeccasse questo articolo con l’Assestamento. Poi ho capito, lo fate per aumentare gettito fiscale, ‘togliamo tetto agli stipendi e allora prendiamo più tasse’. Ma avete scritto un articolo sbagliato, qui si va a modificare lo statuto di Bcsm”.

Ivan Foschi (Su): Questo articolo mette tutti sullo stesso piano. Chi si è comportato bene e chi si è comportato male. Chiediamo di ripensarci.

Matteo Zeppa (Rete): Il presidente della Bce prende 370 mila euro. Il presidente della Federal Reserve circa 180 mila euro. Il direttore generale di Banca Centrale può arrivare a prendere fino a 300 mila euro. Allora direi che dobbiamo contestualizzare meglio San Marino.

Mimma Zavoli (Civico 10): Sono basita. Proposta vergognosa rispetto a quello che ci sta piovendo addosso. Non potete proporre delle cose così dinanzi alle condizioni del paese. Il tetto di 300 mila euro per il d.g. è uno sproposito.

Valeria Ciavatta (Ap): Il seconda comma di questo articolo è inopportuno. Se ci sono soluzioni alternative spero vengano prese in considerazione. Non è piacevole che si agisca con un atto di forza. Invito il Segretario a valutare il ritiro del seconda comma o perlomeno di accogliere la sua soppressione.

Vladimiro Selva (Psd): In relazione al primo comma. La retribuzione è adeguata al profilo che questo Cgg aveva tracciato. Servono professionalità particolari per rilanciare il nostro sistema bancario. Tetto adeguato. Per quanto riguarda il secondo comma credo che tra 150 mila euro e 0 in mezzo ci sia la possibilità di ragionare su qualcosa che sia meno problematico anche per le banche private. Qualcosa che non rinneghi l’approvazione che comunque quest’Aula aveva dato. Sarebbe poco coerente se quel secondo comma passasse così com’è stato presentato.

Andrea Belluzzi (Psd): Invito i consiglieri a non focalizzare una certa veemenza solo nei confronti di un emolumento ma ad analizzare il problema complessivo dei costi di Banca Centrale. Occorre un contenimento dei costi riferito all’intera struttura.

Luigi Mazza (Pdcs Ns): Chiedo di anticipare la sospensione della seduta pomeridiana per valutare la possibilità di raggiungere un accordo sul secondo comma

La seduta è sospesa. Riprenderà alle ore 21.

L’esame dell’Assestamento di bilancio proseguirà in seduta notturna.

28 Ottobre 2015
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