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Venezia, resort di lusso nella caserma Miraglia: al via il bando

VENEZIA – Restituire un’importante isola ai cittadini, creare posti di lavoro e attirare turismo di alto livello, riqualificare il patrimonio militare ottenendo un grande risparmio economico per lo Stato. Questi gli obiettivi dell’operazione, prima nel suo genere in tutta Italia, che vede per protagonista la caserma Miraglia, sull’isola di Sant’Andrea, nella laguna veneziana.

Oggi la presentazione alla stampa, con una conferenza itinerante a bordo di un battello e la visita della struttura, oggi occupata dal Corpo dei Lagunari. Domani l’apertura della prima fase del bando, che si chiuderà a gennaio e permetterà agli investitori interessati di “accreditasi” per ottenere l’invito a presentare un progetto.

IN GARA CHI GESTISCE GIA’ STRUTTURA DA 50 MLN EURO ALL’ANNO

Chi vorrà avere la possibilità di aggiudicarsi l’isola in concessione per 50 anni dovrà infatti dimostrare di stare già gestendo una struttura ricettiva che produca un giro d’affari di almeno 50 milioni di euro l’anno. Che sono tanti soldi, ma bisogna considerare che il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, oggi presente alla visita insieme al ministro della Difesa Roberta Pinotti, al direttore dell’Agenzia del Demanio, Roberto Reggi, e all’amministratore delegato di Difesa Servizi Spa, Fausto Recchia, stima l’investimento necessario a trasformare la caserma in un resort in circa 100 milioni di euro. A cui, tra l’altro, bisogna poi aggiungere altri 11 milioni di euro necessari a realizzare il progetto di riqualificazione della caserma di Malcontenta, dove si sposteranno gli alloggi dei Lagunari, come previsto da una clausola contenuta nel bando. Una spesa enorme, quindi, di cui sarà difficile rientrare in 50 anni.

‘BUONUSCITA’ SE INVESTITORE FRA 50 ANNI PERDE CONCESSIONE

Per questo lo stesso sindaco ha chiesto al ministero della Difesa che il bando contenesse un’altra innovativa clausola, ovvero l’assicurazione dell’investimento. In pratica, se chi vince il bando ora e investe per riqualificare le strutture non dovesse aggiudicarsi nuovamente la concessione tra 50 anni, riceverebbe una sorta di buonuscita dal nuovo titolare della concessione, che gli permetterebbe se non altro di rientrare dell’investimento sostenuto. Ciò “rende la cosa interessante”, assicura Brugnaro, convinto che l’isola abbia un enorme potenziale in quanto si trova in una posizione bellissima e strategica per la vicinanza a Venezia.



“COSI’ UN PO’ DI TURISTI FUORI DAL CENTRO STORICO”

Una nuova struttura turistica “di altissimo livello” come quella che verrà realizzata a Sant’Andrea permetterà da un lato di “creare posti di lavoro di qualità”, dall’altro di portare turisti di un certo tipo, ed infine di sgravare almeno un po’ il centro storico, facendo conoscere anche altre aree della laguna, decisamente degne d’attenzione. L’operazione è innovativa perché si tratta della prima volta che il ministero della Difesa concede ad un privato una sua struttura, spiega Reggi.

Di fatto “è una valorizzazione”, perché “non c’è la possibilità di acquistare il bene ma solo di averlo in concessione”, ma “per un periodo molto lungo che permette di fare investimenti importanti”. Che saranno appunto necessari, dato che la caserma Miraglia si compone di 48 edifici dislocati su un’area di quasi 200 mila metri quadrati che si sviluppa attorno ad un canale naturale navigabile di 800 metri di lunghezza per 70 di larghezza. Anche il canone di concessione sarà “inversamente proporzionale all’investimento sostenuto” e ciò dovrebbe contribuire a rendere la cosa interessante, continua Reggi, mentre Brugnaro auspica che magari “qualche veneziano si metta le mani in tasca, ci trovi qualcosa e lo investa”.



PROBABILE ARRIVI UN GRUPPO STRANIERO

Più facile, invece, che ad investire sia qualche gruppo straniero, ma ciò non toglierà i posti di lavoro, né la clientela di un certo livello, né l’obbligo di rendere parte dell’isola accessibile alla cittadinanza. “Contiamo di assegnare la concessione entro marzo 2018“, aggiunge Recchia, precisando che il bando prevederà l’obbligo di utilizzare i volumi esistenti, di rispettare le prescrizioni urbanistiche e di ispirarsi ai principi di sostenibilità e salvaguardia ambientale. Qui i lagunari manterranno spazio per il loro addestramento, conclude Pinotti, ma “è importante che la difesa e le forze armate diano questo segnale, perché un posto così bello e così importante, vicino ad una città come Venezia può diventare occasione di investimenti, di ricchezza, di lavoro, di fruibilità pubblica”.

“IL BENE RESTERA’ DI PROPRIETA’ DELLO STATO”

Importante è poi che “il bene rimarrà di proprietà dello Stato come dev’essere“, secondo “un modulo che abbiamo già sperimentato con i fari”, ma “questa è l’operazione più grande che abbiamo messo in campo”. Le prossime tappe sono quindi l’apertura del bando, che avverrà ormai tra poche ore, la candidatura dei possibili investitori e la creazione di una short list che rispetta i requisiti a cui sarà poi inviato l’invito a presentare un progetto, la presentazione di una manifestazione di interesse entro il 18 gennaio da parte degli stessi, l’invio del progetto vero e proprio e, finalmente, l’assegnazione della concessione entro il 18 marzo 2018.

di Fabrizio Tommasini, giornalista

28 settembre 2017

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