Pensioni, 6 mld in 3 anni. Quattordicesima estesa a 3 mln e 300mila persone

verbale_accordo_pensioniROMA – È terminato al ministero del Lavoro l’incontro tra governo e sindacati su lavoro e pensioni. Il governo e i sindacati stanno firmando il verbale finale di 5 pagine che riassume gli impegni dell’esecutivo.

“Contiamo di destinare 6 miliardi di euro in 3 anni per gli interventi sulla previdenza e per gli obiettivi che vogliamo condividere in maniera più larga possibile”. Così il ministro del Lavoro Giuliano Poletti ai sindacati, secondo quanto riferiscono fonti presenti al tavolo. Il ministro sottolinea poi che “il governo lavora per trovare la massima condivisione possibile”.

QUATTORDICESIMA ESTESA A 3 MILIONI E 300 MILA PENSIONATI

Quattordicesima estesa dagli attuali 2 milioni circa di pensionati a 3 milioni e 300 mila. È quanto prevede il verbale che il governo sottopone ai sindacati. Ad usufruirne sarebbero così coloro che hanno un reddito personale complessivo fino a mille euro.

POLETTI: LAVORO IMPORTANTE, CONFRONTO UTILE

“Abbiamo concluso questa fase con la sigla di un verbale che rappresenta la sintesi di un lavoro che abbiamo giudicato importante”. Lo dice il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, al termine del tavolo con i sindacati, osservando che il testo fotografa un “metodo di confronto utile e importante”.

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CAMUSSO: FATTO BUON LAVORO MA NON CONCLUSO

“E’ stato fatto un buon lavoro ma non si può dire che sia concluso”. Lo dice la leader della Cgil, Susanna Camusso, al termine dell’incontro con il governo, riferendosi alle misure che saranno inserite in legge di stabilità e a quelli rinviati a una fase successiva.

Nella fase attuale di crisi “molte più cose e risorse sarebbero state necessarie”, aggiunge Camusso.

FURLAN: PENSIONATI VEDONO UN PO’ DI GIUSTIZIA

“I pensionati vedono un po’ di giustizia dopo tanto anni di manovre sempre in negativo”. Lo dice la leader della Cisl, Annamaria Furlan, al termine del vertice con il governo, osservando che c’è stato un “cambio di paradigma. Finalmente– osserva- si usa un linguaggio di coesione sociale e non di spaccatura tra generazioni. Non ci accontentiamo, il lavoro va avanti ma il lavoro con il governo è stato produttivo cosa che fino a un anno fa era difficilmente immaginabile”.

BARBAGALLO: FINALMENTE GOVERNO METTE SOLDI ANCHE SE INSUFFICIENTI

“Questa volta i soldi vengono messi e non tolti come si è sempre fatto. Sono insufficienti ma noi vogliamo guardare alla fase due”. Così il leader della Uil, Carmelo Barbagallo, al termine del tavolo con il governo.

POLETTI: PUNTI DI CONDIVISIONE E NON, CONFRONTO CONTINUA

Nel verbale firmato oggi da governo e sindacati ci sono “punti di convergenza” e altri su cui il confronto continuerà. Lo precisa il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, al termine del tavolo. Alcune misure saranno inserite in legge di stabilità: “Il tema della previdenza si conferma inserito nella legge di stabilità, diamo una prima anche se limitata risposta”. Altre misure “più strutturali come la previdenza completare, il problema dei giovani con carriere discontinui a cui garantire uno zoccolo minimo, sono rinviati alla fase due”, spiega Poletti.

SINDACATI: IMPORTANTE AVER VINCOLATO 6 MILIARDI

“È importante aver vincolato 6 miliardi a questa materia”. I sindacati, pur valutando insufficienti le risorse sulle pensioni, rivendicano di aver messo in sicurezza la cifra messa sul tavolo dal governo. “È importante averli vincolati- dice Camusso- poi bisogna definire platee e cifre e ragionare meglio su come distribuirli”.

“Ora sappiamo che questi soldi- osserva Furlan- sono vincolati a questa materia. C’erano appetiti e pressioni per destinarli ad altro, non era affatto scontato”. La cifra, che non compare nel verbale finale, è stata confermata dal ministro Giuliano Poletti e dal sottosegretario di palazzo Chigi Tommaso Nannicini.

di Marta Tartarini, giornalista professionista

28 settembre 2016
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