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Ostetrica di Senigallia malata di morbillo: non era vaccinata

Avvisati tutti i pazienti che sono stati in contatto con la donna prima del 20 agosto

Pubblicato:28-08-2017 10:11
Ultimo aggiornamento:17-12-2020 11:37

morbillo
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ROMA  – Un caso di morbillo di una ostetrica del reparto di Ostetricia e ginecologia non vaccinata si è verificato a Senigallia.

L’ostetrica era assente dal lavoro per malattia dal giorno 20. Il caso è stato segnalato il 25 agosto.

Vista la necessità di ricostruire rapidamente i contatti avuti dalla ostetrica malata nei probabili giorni di incubazione della malattia, è stato costituito un primo gruppo di lavoro con la partecipazione dei medici del Dipartimento di Prevenzione, la direzione infermieristica per turni operatori, Pronto soccorso, Direzione medica ospedaliera, divisione ostetricia e pediatria. Lo spiega la Regione Marche in una nota.


Secondo le procedure dettate dalle circolari del Ministero della Salute, sono state contattate telefonicamente le donne che risultavano aver avuto potenzialmente contatti per informazione, disponibilità telefonica per eventuali perplessità o dubbi, verifica anamnestica dello stato immunitario ed invito a vaccinazione per i suscettibili, precauzioni da adottare e invito a presentarsi il giorno successivo in Pediatria.

Sono stati predisposti anche un percorso ed ambienti dedicati per eventuale terapia con Immunoglobuline, nei casi previsti dalle indicazioni ministeriali. Sono stati avvisati anche 19 contatti di 56 pazienti del Pronto soccorso dei quali era registrato il numero telefonico, oppure avvisato il Medico di medicina generale.

Sono state identificate e rintracciate le pazienti assistite dall’operatrice nei giorni precedenti al 20 agosto per monitorare l’eventuale comparsa di segni e sintomi compatibili con il morbillo per almeno un periodo corrispondente a quello dell’incubazione della malattia.

Si sono vaccinati due contatti familiari, due genitori di neonati ed un operatore sanitario.

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“Siamo di fronte purtroppo ad una situazione preoccupante. Per questo sono sempre più convinto che l’obbligo vaccinale sia la strada giusta – spiega Fabrizio Volpini presidente della Commissione sanità –. A livello nazionale circa il 30% dei casi di morbillo che si sono riscontrati riguarda personale sanitario non vaccinato. Per questo si sta studiando un provvedimento che permetta anche al personale sanitario non vaccinato di accedere alla vaccinazione”.

Questo episodio “prontamente controllato dal lavoro integrato del personale delle diverse strutture organizzative dell’AV 2 ASUR di Senigallia, indica come la epidemia di morbillo italiana, sia ancora attiva e necessiti della attenzione e della consapevolezza di tutti i cittadini che la vaccinazione è uno strumento indispensabile per non mettere a rischio di gravi conseguenze in particolare le persone più fragili, in questo caso donne in gravidanza e neonati- segnala la Regione Marche-. In questo contesto si conferma la necessità di aderire da parte dei genitori alla nuova normativa che rende obbligatoria, tra le altre, anche la vaccinazione per il morbillo per i propri figli. Si tratta di uno strumento indispensabile per impedire la circolazione del virus e quindi proteggere tutta la popolazione, anche quella che non può essere vaccinata, come – in questo caso – i neonati. L’epidemia di morbillo partita nei primi mesi del 2017 ha coinvolto nella catena di trasmissione anche giovani adulti, operatori sanitari e personale scolastico”.

Nelle Marche nel corso del primo semestre 2017 sono stati notificati 53 casi accertati di morbillo. Negli anni precedenti erano stati notificati 14 casi nel 2012, 56 casi nel 2013, 41 casi nel 2014, 1 caso nel 2015, 7 casi nel 2016.

Per quanto riguarda i casi notificati quest’anno, l’89% era non vaccinato, il 4% ha ricevuto solo una dose di vaccino, nel 7% dei casi lo stato vaccinale non era noto. Da rilevare che la copertura vaccinale nei bambini a 24 mesi per una dose di vaccino contro morbillo, parotite, rosolia (MPR) nel 2016 nelle Marche è stata dell’83% (Italia: 87%).

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