Danni nel vigneto di Bruno Vespa, Coldiretti: "Non si arrenda" - DIRE.it

Puglia

Danni nel vigneto di Bruno Vespa, Coldiretti: “Non si arrenda”

uva_viti_vinoROMA – “Esprimiamo viva condanna per il vile atto ai danni del giornalista Vespa che stiamo seguendo nella sua attività di vitivinicoltore e promotore del territorio pugliese. Le ragioni dovranno essere accertate dagli inquirenti. Resta il fatto che si tratta di un gesto che ha arrecato un danno a Vespa, ma anche all’immagine complessiva di una regione accogliente produttiva, laboriosa che non accetta in alcun modo episodi lesivi di un settore che è asset strategico per lo sviluppo di tutta l’economia pugliese”. E’ il commento del presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, vitivinicoltore anch’esso, alla notizia dei 70 ceppi tranciati in un vigneto di proprietà di Bruno Vespa a Lizzano, in provincia di Taranto.

“NON E’ ATTO ISOLATO, FORZE DELL’ORDINE VIGILINO”

Chiediamo a Bruno Vespa di non arrendersi– incalza il presidente di Coldiretti Taranto, Alfonso Cavallo- a causa di questo atto proditorio, anzi di continuare a testimoniare la bellezza e la produttività del territorio pugliese, di cui è divenuto straordinario testimonial. Purtroppo, non si tratta di un atto isolato, per cui chiediamo alle forze dell’ordine di continuare a vigilare e intensificare l’attività di contrasto alla criminalità che continua ad agire con estrema audacia in provincia di Taranto”.

“FERMARE LA CRIMINALITA’ NELLE CAMPAGNE”

“E’ urgente l’istituzione di una cabina di regia delle forze dell’ordine, un sistema interforze che affronti in maniera strategica, ferma e dura la criminalità nelle campagne. In provincia di Taranto- denuncia il Direttore di Coldiretti Taranto, Aldo De Sario- si sono quadruplicati i furti di rame e mezzi agricoli e stiamo registrando fenomeni estorsivi, chiaramente evidenziati dai numerosi tendoni tagliati che abbiamo denunciato incessantemente. Il fronte dell’illegalità è sempre più ampio e riguarda la proprietà fondiaria, le infrastrutture di servizio all’attività agricola e, non da ultime, le produzioni agricole ed agroalimentari. I reati contro il patrimonio rappresentano la ‘porta di ingresso principale’ della malavita organizzata e spicciola nella vita dell’imprenditore e nella regolare conduzione aziendale”.

28 agosto 2016
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