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Milan-Crack? Pallotta attacca: “Mercato folle, non hanno i soldi”. La Uefa vigila


ROMA – Estate, tempo di calciomercato e polemiche. Lasciati i campi da gioco, i club di serie A continuano a darsi battaglia a colpi di milioni per costruire la squadra migliore per il prossimo anno. Ma tra i valzer di trattative e i tormentoni mediatici, questa sessione di mercato ha già un vincitore: è il Milan del nuovo proprietario cinese Li Yonghong, protagonista di una campagna acquisti faraonica che fa storcere il naso a numerosi club rivali.

A rompere la serenità in casa rossonera è James Pallotta, presidente della As Roma, che, intervistato da Associated Press, lo dice senza mezzi termini: il mercato del Milan “è follia pura”. Sono circa 220, infatti, i milioni spesi sul mercato dalla società rossonera fino ad oggi. Una cifra da capogiro, seconda solo a quella spesa dai principi arabi proprietari del Manchester City, club che negli ultimi anni ha dominato la classifica mondiale delle squadre più spendaccione.

Per Pallotta, però, il Milan non ha i soldi che sta investendo e “ne pagherà le conseguenze”. “Non li avevano neanche per comprare la squadra– aggiunge- visto che hanno preso 300 milioni in prestito da persone che conosco a Londra, a un interesse piuttosto alto, e stanno spendendo, o almeno facendo importanti anticipi, per giocatori e pagheranno le conseguenze a un certo punto“.

“Loro- prosegue Pallotta- dicono che è tutto per qualificarsi alla Champions League, ma non sarà abbastanza. Quando gli stipendi saranno uguali ai ricavi, non so che diavolo succederà. Sono gli unici in Serie A che stanno perdendo la testa. Forse loro hanno un grande piano che un giorno scopriremo, ma il resto delle squadre sono in qualche modo razionali. Se potete – conclude – spiegatemi il Milan, perché io non lo capisco“.

Il punto che solleva il presidente dei giallorossi è grave, e getta ulteriori ombre sulla proprietà cinese del Milan, già protagonista di almeno un anno e mezzo di rinvii nella trattativa per l’acquisto del club. Alla fine, la telenovela sul closing si è potuta concludere solo con l’intervento del fondo statunitense Elliot, che ha prestato 303 milioni di euro a un tasso dell’11,5% al nuovo proprietario Li Yonghong.

Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli, i ‘factotum’ del mercato rossonero, restano però convinti della solidità del club e sono intervenuti in maniera pesante sul mercato. Colpi di esperienza e prospettiva in ogni reparto, l’importante rinnovo di Gigio Donnarumma e lo ‘scippo’ di Leonardo Bonucci ai rivali della Juventus: saranno queste le basi della rinascita prevista per il prossimo anno, mentre le altre rivali sono costrette a seguire gli stretti paletti del fair play finanziario imposto dall’Uefa.

Già, perchè quella del Milan è una scommessa, un azzardo: per rispettare i parametri del fair play finanziario, la società – che prevede bilanci in perdita per i prossimi quattro anni- dovrà assicurarsi in maniera continuativa gli alti incassi della Champions League. Senza gli introiti della massima competizione europea, infatti, il piano finanziario redatto da Fassone e Mirabelli non potrebbe essere sostenibile.

E di questo ne sono coscienti anche i vertici Uefa. L’avvertimento è arrivato da Andrea Traverso, responsabile del Fair Play Finanziario della Uefa, intervistato dalla Gazzetta dello Sport: “Il Milan non sarà un eccezione al fair play Uefa perchè nessun club gode di eccezioni, ma il fair play fa i controlli a posteriori. Non possiamo dire cosa fare e cosa no: ognuno è libero, poi ci sono conseguenze. Certo il Milan non può fare quello che vuole: se compra è perché prevede un rientro. Se vanno all’opposto, l’Uefa farà le sue valutazioni”.

di Michele Bollino

28 luglio 2017

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