Mare, il ministro Costa: “A breve legge per recupero plastica”

ROMA – Una legge per recuperare la plastica che sta invadendo il mare, misure che permetteranno ai pescatori di portare a terra per essere riciclata quella che purtroppo trovano nelle loro reti. La annuncia il ministro dell’ambiente Sergio Costa nel suo intervento alla presentazione di Mediterraneo da remare, campagna promossa da Univerde e Marevivo, oggi a Roma. “Penso di incardinare nelle prossime settimane la prima lo legge sul mare che parla in particolare della plastica nel mare“, spiega Costa. Nelle more del recepimento delle Direttive Ue sul tema “noi le anticipiamo in Italia. Ma non è una legge contro qualcuno– dice Costa- quindi inseriamo anche un primo step sull’economia circolare, quindi puntiamo sul riuso della plastica e gli imprenditori saranno dalla nostra parte, tutelando allo stesso tempo l’ambiente”. Poi “ci sarà un altro passo successivo- prosegue il ministro- ci diamo una mano con i pescatori, che sono una grande risorsa del paese, ma ormai il 50% del loro Pescato e plastica. Attualmente non lo possono nemmeno portare a terra, quindi interverremo sulla legge, la 152/2006 cioè il codice dell’ambiente, per consentire loro di portare la plastica a terra, svolgendo un servizio sociale con il sostegno del ministero dell’ambiente”. In questo modo, dice Costa, “potranno pulire il mare senza rischiare conseguenze giuridiche e inoltre alimentando i consorzi del riciclo”.

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La direttiva europea per limitare le plastiche monouso ha dei tempi tecnici di circa 3-4 anni perché diventi operativa

La direttiva europea per limitare le plastiche monouso e soprattutto che la plastica in genere finisca in mare “è stata deliberata la scorsa settimana, ma ha dei tempi tecnici, circa 3-4 anni perché diventi operativa. Quindi ho detto: facciamolo prima” anticipandone i contenuti, prosegue a margine dell’evento nella sede di Marevivo il ministro dell’ambiente Sergio Costa. “Ci saranno dei vantaggi per tutti coloro non solo che recupereranno la plastica– prosegue- ma principalmente farne un utilizzo imprenditoriale”, quindi con gli imprenditori “avremo un fronte unico, un fronte comune”. L’imprenditore, sottolinea Costa, “vuole stabilità e poter pianificare e programmare perche poi su investimenti e tecnologie sa come fare, gli imprenditori italiani sono di grandissima qualità”. Sarebbe bello incardinare la legge prima dell’estate, dice ancora il ministro, “ci sto provando, siamo già a buon punto, ma non posso dare una data, anche perché voglio incontrare gli stakeholders, in particolare gi imprenditori”.

I pescatori ci possono aiutare

“I pescatori ci possono aiutare” contro la plastica in mare, quindi “è compito mio fare in modo che il pescatore possa essere aiutato e salvaguardato con una norma ad hoc”, prosegue il ministro dell’ambiente Sergio Costa. Infatti “è statisticamente provato che il 50% di quello che raccoglie con le proprie reti è plastica”, spiega Costa, quindi si deve fare in modo che “invece di doverla rigettare in mare la possa portare all’isola ecologica, in accordo sicuramente con l’Anci, l’associazione dei comuni italiani che sicuramente troverò disponibile perché il mare è di tutti, per poterla poi mettere a disposizione di chi la ricicla”.

MURONI (LEU) A COSTA: BENE SU PLASTICA MA PDL PESCATORI GIÀ C’È

“È positivo che il ministro Costa proponga di anticipare le misure della direttiva europea per il contenimento dell’inquinamento da plastica e sulla messa al bando della plastica usa e getta. Bisogna superare la cultura dello scarto per andare in direzione di uno sviluppo sostenibile e di un’economia circolare. Proprio con l’obiettivo di contrastare l’inquinamento marino da plastica e risanare le nostre acque ho già depositato una proposta di legge per consentire ai pescherecci di raccogliere i rifiuti marini, l’Atto Camera 691″. Lo afferma Rossella Muroni, vicepresidente del gruppo LeU alla Camera, sulla sua proposta di legge contro l’inquinamento marino da plastica.

“Ora infatti i pescatori sono costretti a ignorare la plastica che incontrano in mare perché raccoglierla comporterebbe una serie di oneri, tra i quali lo smaltimento di un rifiuto speciale- spiega Muroni- Per questo uno degli scopi della mia proposta è dichiarare la plastica abbandonata in mare un ‘rifiuto solido marino’ e facilitarne così lo smaltimento”. 

La proposta di legge “a mia prima firma mira al risanamento dell’ecosistema marino grazie al coinvolgimento attivo dei pescatori ed è ispirata all’esperienza del progetto sperimentale Arcipelago Pulito- dice la deputata LeU- il testo introduce infatti la possibilità per ministero dell’Ambiente e Regioni di stipulare convenzioni con gli imprenditori ittici finalizzate alla raccolta dei rifiuti marini che questi incontrano durante l’attività di pesca. Nelle convenzioni possono con beneficio essere coinvolte anche le associazioni ambientaliste. Una volta rientrati in porto, i pescherecci coinvolti conferiscono i rifiuti recuperati nell’impianto portuale di raccolta, senza oneri aggiuntivi”.

MARE. BONAFÈ (PD) A COSTA: PESCATORI SPAZZINI? PARTA DA EUROPA E TOSCANA

“La proposta del ministro Costa di una legge che aiuti il recupero della plastica in mare, sostenendo i cosiddetti pescatori spazzini, parta da quanto gia’ avviato in Toscana con il progetto sperimentale ‘Arcipelago Pulito’, presentato a Bruxelles proprio due giorni fa, e dal recepimento delle direttive europee sull’economia circolare che prevedono misure contro l’inquinamento dei mari”. Lo dichiara l’eurodeputata del Pd, Simona Bonafe’ firmataria tra l’altro di due emendamenti alla direttiva europea in discussione ‘Port facility’, proprio sui cosiddetti ‘pescatori spazzini’.

“Gli emendamenti a mia firma presentati proprio questa mattina- spiega Bonafe’- hanno l’obiettivo di evitare che i pescatori paghino per i rifiuti che rimangono casualmente nelle loro reti una volta portati a terra. Rinnovo pertanto l’invito al ministro, sia a recepire le direttive sull’economia circolare approvate ad aprile a Strasburgo, sia a prendere spunto da quanto abbiamo gia’ fatto per i pescatori spazzini in Europa e in Toscana per porre fine a un’assurdità: quella per cui i pescatori diventano produttori di rifiuti, assumendosene gli oneri economici, ma soprattutto giuridici. Europa e Toscana- conclude- hanno gia’ messo in moto la macchina per risolvere questa problematica”.

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28 giugno 2018
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