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DIRE Emilia-Romagna

Case popolari, a Bologna in 700 dovranno lasciarle: con la nuova legge non hanno i requisiti

BOLOGNA – Sono quasi 700 (690 per la precisione). Nei prossimi mesi dovranno prepararsi a lasciare le case popolari che erano state loro assegnate. E’ il piccolo esercito degli inquilini che a Bologna (490) e provincia (200) si ritrovano fuori dai requisiti fissati dalla nuova legge regionale per avere un alloggi Erp. La riforma dei canoni entrerà in vigore dall’1 ottobre, ma Acer Bologna ha già fatto le prime simulazioni arrivando a stimare il numero delle decadenze. Chi non rientra nei limiti introdotti dalla norma avrà circa un anno per lasciare la casa. “Gestiremo le decadenze caso per caso- assicura il presidente di Acer, Alessandro Alberani- tenendo conto delle situazioni particolari che possono riguardare persone molto anziane non autosufficienti o famiglie numerose. Certo, non faremo nessuno sconto ai furbetti. Del resto, la riforma sancisce una volta per tutte che una casa popolare non è sempre e che non c’è spazio per i furbi”. I nuovi criteri fissano una fascia di protezione al di sotto dei 7.500 euro di reddito Isee (il 47,62% degli assegnatari con canoni medi di 61,44 euro), una fascia di accesso fino ad un Isee 17.154, il limite per chi vuol fare domanda, mentre stoppano a 24.016 euro l’Isee per chi può rimanere, purchè abbia un conto in banca al di sotto di 49.000 euro. Se i depositi superano questa soglia o l’Isee è superiore a 24.000 euro (il 4,47% degli assegnatari a Bologna è in questa situazione), bisogna far posto a chi ha più diritto alla casa.

SI PREVEDONO 230 NUOVE RICHIESTE: GLI AMMESSI SARANNO CIRCA 4.500

Alessandro Alberani

Alberani, presentando il primo bilancio del nuovo cda dell’Azienda per la casa, ha parlato anche del passivo (ieri la conferenza degli enti ha approvato i conti) di 888.000 euro. “Scontiamo delle poste straordinarie. Per il prossimo anno sono fiducioso. Il governo, però, deve fare di più per l’emergenza abitativa”. Il 30 settembre, intanto, scadranno i termini per presentare domanda per il bando Erp 7. I tecnici di Acer prevedono l’arrivo di circa 230 nuove richieste e un numero complessivo di domande ammesse che sfiora le 4.500. Proseguono anche le assegnazioni: l’obiettivo del 2017, conferma Alberani, è arrivare a 500. Finora sono stati inoltre concessi 103 cambi di casa. Le occupazioni abusive sono 42 (32 nel Comune di Bologna). Circa 300 gli alloggi ristrutturati e “nei primi sei mesi abbiamo già fatto lo stesso numero di assegnazioni dell’anno scorso”, rivendica il presidente, ricordando che a Bologna degli oltre 10.000 assegnatari solo il 15,29% è straniero (1.585 non comunitari, cui si aggiungono 222 comunitari). “L’83% delle case è assegnato a famiglie italiane- sottolinera- il trend cambierà nel tempo, ma per ora è così. E chi dice che negli alloggi pubblici ci sono solo stranieri dice il falso”.

ALBERANI: “SPERIAMO CHE GOVERNA METTA E NON TOLGA, SERVONO FONDI”

Il nuovo cda, spiega il presidente, in questi mesi ha avviato la riorganizzazione del personale, varato un nuovo piano formativo, adottato un nuovo sistema informatico. “Abbiamo attivato anche un tavolo con la Curia per la gestione degli alloggi“, aggiunge Alberani. Ieri poi la Conferenza degli enti ha approvato il bilancio dell’Azienda per la casa nonostante la perdita registrata. “I sindaci hanno capito che la perdita è dovuta a partite straordinarie”, spiega il presidente. In particolare, dettaglia il vice Marco Bertuzzi, di 200.000 euro accantonati nel fondo di svalutazione, 350.000 per chiudere il contenzioso con Acer Manutenzioni e 450.000 euro di tasse. “La gestione caratteristica è in attivo per un milione di euro a fronte di un fatturato tra i 55 e i 60 milioni”, precisa Bertuzzi. “Sono fiducioso- commenta Alberani- intanto spero che il Governo metta e non tolga. Anche perchè il fondo regionale per l’affitto è stato azzerato e servono risorse per l’emergenza casa. Per la prima volta Acer a Bologna ha aderito al protocollo antisfratti e potrà accedere ai fondi della Prefettura”. L’ex Cisl riferisce di aver chiesto anche udienza in Parlamento. “Non si può continuare ad avere zero sulle politiche abitative. La forbice tra chi ha e chi non ha si sta allargando. In periferia vediamo situazioni sempre più gravi. C’è bisogno di edilizia popolare e di fondi per le politiche della casa”. Le azioni avviate durante questa prima fase del mandato del nuovo cda, saranno illustrati sabato mattina in una convention (al dipartimento di Filosofia e Comunicazione dell’Alma mater in via Azzo Gardino, dalle 9 alle 13) che sarà aperta da Romano Prodi.

di Vania Vorcelli, giornalista professionista

28 giugno 2017

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