L’Alma mater aggiorna la rubrica, al femminile

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BOLOGNA – Non solo direttore, ma anche direttrice. Non solo ricercatore, ma anche ricercatrice. E poi prorettrice, coordinatrice e così via. La rubrica dell’Ateneo di Bologna cambia volto, inserendo la declinazione anche al femminile degli incarichi e dei ruoli. Lo annunciato il rettore Francesco Ubertini presentando, in conferenza stampa, un pacchetto di iniziative intraprese dall’Alma Mater per testimoniare una maggior attenzione alle tematiche di genere e alla conciliazione tra vita professionale e vita privata. La prorettrice alle Tecnologie digitali, Paola Salomoni, assicura che per aggiornare la rubrica basteranno un paio di giorni.

ubertini_università_bolognaOltre a questo provvedimento, sulla base di uno studio che i linguisti dell’Alma Mater hanno effettuato su richiesta del Comitato unico di garanzia, l’Ateneo sta aggiornando nella stessa direzione anche i regolamenti e modificherà gradualmente la lingua del portale declinando i discorsi al femminile, ogni volta che sarà tecnicamente possibile. Sempre in riferimento al portale, verrà prestata una particolare attenzione alle immagini utilizzate (affinchè non veicolino stereotipi di genere) e verranno introdotti due nuovi siti tematici: Almagender (dedicato alle tematiche di genere) e Almakids (sul supporto alla genitorialità). Inoltre, tra gli stand di AlmaOrienta anche nei prossimi anni verrà confermato lo spazio Almagender già sperimentato nel 2016.

Intanto, c’è anche un epilogo positivo per la questione sollevata nei giorni scorsi da una studentessa trans, che sta per laurearsi e ha chiesto di essere proclamata con il nome da donna. Da parte dell’Ateneo non ci sono ostacoli: “Abbiamo sempre accompagnato situazioni di questo tipo- sottolinea Ubertini- anche in passato”. Con lo stesso spirito, segnala sempre il rettore, nella pagina del portale dedicata ai servizi per gli studenti è stato inserito il contatto “della persona da contattare in casi di questo tipo”. Sfogliando la pagina, infatti, appare anche il linktransizione di genere“. Si tratta di novità che di fatto, sottolinea Ubertini, si inseriscono nel solco di una sensibilità che l’Università sta coltivando già da qualche tempo.

Fin dal giorno dell’insediamento, fa notare ad esempio Ubertini, “in tutti i miei discorsi pubblici” c’è stata attenzione alla declinazione di genere, al pari di quello che avverrà con la rubrica. E “per la prima volta è stato anche modificato il cerimoniale” degli eventi istituzionali, aggiunge il rettore, in modo che la stessa attenzione venga prestata anche quando vengono chiamati i cortei delle diverse componenti universitarie (com’è successo ieri, per la proclamazione dei dottori di ricerca). Senza dimenticare che per la prima volta anche la prorettori e prorettrici sono in equilibrio, ricorda Ubertini, aggiungendo: “Chissà che non ci sarà anche una rettrice, prima o poi, nella storia dell’Alma Mater. In quel caso, però, bisognerà addirittura modificare lo Statuto, che prevede la figura del “rettore” e basta.

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Chiara Elefante

Intanto, già intervenire sulla rubrica significa inserirsi tra le pochissime Università ad aver intrapreso un’iniziativa del genere: “Sicuramente siamo il primo grande Ateneo“, sottolinea la prorettrice alle Risorse umane, Chiara Elefante, che sul tema può intervenire anche da linguista. L’obiettivo è ottenere “una maggior coscienza del fatto che la nostra identità è fortemente legata alla lingua che parliamo”, sottolinea Elefante, ammettendo che “sto facendo un po’ fatica a farlo passare” come concetto. Anche formulando incarichi e ruoli, insomma, si può lottare contro gli stereotipi di genere“, afferma la prorettrice, visto che l’italiano è una lingua “molto androcentrico”. Usare il maschile, però, “non è una regola con un fondamento linguistico, è una prassi ed una consuetudine sociale che ci portiamo dietro da molto tempo”, spiega Elefante. E se qualcuno obietterà che questa o quella declinazione femminile suona male“, Elefante è pronta a rispondere: “E’ un tipo di commento che riflette una forma di conservatorismo e denota stereotipi inconsci, spesso introiettati anche dalle stesse donne”. Le donne dell’Alma Mater vedranno cambiare la propria voce nella rubrica automaticamente, non starà a loro chiedere o meno il provvedimento. In teoria, non è detto che a tutte piaccia la novità, ma Elefante è certa: “Il momento storico è maturo“, quindi “non ci dovrebbero essere rimostranze”. Fermo restando che ognuna potrà scegliere la formula che ritiene nella pagina personale con il proprio curriculum, precisa Elena Luppi, delegata del rettore alle Pari opportunità. Ciò che conta, aggiunge Luppi, è dimostrare che “l’Ateneo è un’organizzazione plurale, dove la diversità di genere è presente e rappresenta un valore aggiunto”.

di Maurizio Papa, giornalista professionista

28 Giugno 2016
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