Rossi: “Lavoro e ambiente, a settembre linee guida per le cave apuane”

ROMA – “Entro settembre avremo nuove linee guida per fare piani per la sicurezza dentro le cave, che spettano agli imprenditori, faremo molta più formazione, ma poi dobbiamo fare molti piu controlli“, e poi “dopo i controlli occorre anche la repressione: ecco perché facciamo il protocollo con la Procura”.

Tutto questo “vale per la sicurezza del lavoro, a tutela dell’incolumità dei lavoratori, ma deve valere anche per l’ambiente“.


Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, lo sintetizza a margine della sua audizione sul tema alla Commissione di inchiesta sugli infortuni sul lavoro. “Mando un messaggio ai naviganti- avverte Rossi- si fa sul serio, non faremo sconti. Sono gradualista ma su queste cose bisogna agire in modo molto forte e determinato”.

Non solo tutela del lavoratore: “dovremo poi fare anche il piano che prevede la quantità di materiale che ogni anno può essere asportato dalle montagne”, dice il presidente della Toscana, per ragioni “di tutela ambientale e paesaggistica“. In tutto ciò “è consapevolezza delle forze sociali, dei cittadini e delle istituzioni che a Carra e Massa nelle aziende che lavorano il marmo non si può piu andare avanti cosi”, ribadisce Rossi, e “il primo aspetto, il più importante, è quello della tutela della vita e dell’incolumità delle persone. Le morti in cava e gli incidenti sono cosi numerosi che non sono piu tollerabili alla coscienza civile e a una sensibilità moderna e a uno spirito umano”. C’è poi “l’aspetto ambientale su cui bisogna intervenire per regolare di più”, precisa.

“Io mi rivolgo prima di tutto a imprenditori e sindacati, e propongo un patto insieme alle istituzioni per avere regole più ferree dentro le cave, piani per la tutela della sicurezza che siano molto piu puntuali e precisi”, dice Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana. Sul fronte dei controlli “avremo giovani che formeremo e manderemo in montagna a vedere che si rispettino le regole“, spiega Rossi.

Inoltre “diamo alla procura alcune figure di carattere amministrativo, insieme a giovani laureati in materie giuridiche– aggiunge- che aiuteranno il procuratore negli interventi a seguito dei controlli”. Dal punto di vista ambientale e paesaggistico, ma anche economico con profili che incidono sull’evasione fiscale, “abbiamo dati troppo generici, ma vogliamo controllare davvero si porta via ogni anno e stabilire dei contingenti- dice Rossi- in modo da far sì che il marmo, bene comune portato via, abbia il più alto valore aggiunto possibile, e che quindi la ricchezza si possa distribuire nella zona”. Per tutto questo “servirà qualche anno ma ce la faremo- conclude il presidente della Toscana- sono convinto che avremo dalla nostra parte lavoratori, istituzioni e anche gran parte dell’imprenditoria che queste cose le ha capite”.

28 Giu 2016
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