Europei di calcio, DIRE…tta dal bar: cronaca e commenti dei fanatici del pallone Diego&Pedro/13

di Matteo ‘Pedro’ Pedrini

Finiscono gli ottavi di Euro 2016 con il trionfo delle nostre due squadre del cuoricione che quindi vanno a fare compagnia alle sei già qualificate per i quarti. Quarti – lo dico per i non addetti ai lavori – nel senso di quarti di finale e non di bue, come qualcuno avrà pensato.
Grande delusione in casa INPS che, alla luce dei picchi di certificati medici per saltare il lavoro in corrispondenza dei precedenti incontri della nostra Nazionale, aveva istituito una task force per eseguire controlli a tappeto in tutta la penisola. Il piano si è però rivelato un clamoroso flop: tra le 18 e le 20, la task force si è data malata.
Partiamo con l’incontro delle 21. Di quello delle 18 non scriverò nulla*.

*(Spoiler: non è vero).

INGHILTERRA-ISLANDA 1-2 (4′ Rig. Rooney, 6′ Sigurdsson, 18′ Sigthorsson)

Come può quella che dovrebbe essere la massima espressione del campionato più bello, ricco e seguito del mondo perdere contro la squadra di una nazione con meno abitanti di Bologna? Così.
Il CT inglese Roy Hodgson (ex allenatore dell’Inter) lascia perplessi fin dalla conferenza stampa in cui annuncia “Non schiererò Roberto Carlos perché non sa difendere. Gioca Pistone. Con la maglia di Sforza”.
L’Inghilterra passa subito in vantaggio grazie a un gentile omaggio del portiere islandese Halldorsson, unico professionista della propria squadra (nel senso che di lavoro fa sì il portiere, ma della pensione “Miramare – da Gunnar il sensuale” sita a Höfn, ndr) che abbatte inutilmente Sterling, scippandogli anche la catenina. Il bel Rooney trasforma ma, mentre la palla ancora non ha varcato la linea, l’Islanda pareggia con Sigurdsson su schema da fallo laterale. Il raddoppio dei vichinghi è pesantemente nell’aria come solo certi peti e infatti arriva con un rasoterra dal limite di Sigthorsson dopo un’azione corale perfetta, ma che sarei curioso di vedere con degli avversari in campo. Dawson si fa passare la palla sotto il creek ed è gol vittoria. Trionfo dell’organizzazione contro l’improvvisazione, semplicemente.

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Antonietta, l’attuale compagna dell’islandese Bjarnason

Mentre gli inglesi inventavano questo sport, gli islandesi ancora si accoppiavano furiosamente con le foche. Il punto è proprio qui: gli inglesi sono rimasti ancora a una concezione di calcio paleolitica, i nordici sono diventati una nazione splendida con una squadra durissima da battere per chiunque. E le foche non le guardano nemmeno più. Quasi più.
Siccome ci avranno già pensato anche i cubetti di porfido del centro storico di Cavarzere, eviterò parallelismi simpaticissimi con la Brexit, ma dopo aver visto (non) giocare a pallone gli uomini di Hodgson, qualcuno ha ancora il coraggio di dire che le decisioni dei vecchi rincoglioniti non hanno influito sull’uscita dell’Inghilterra dall’Europa?

I peggiori: Rooney (Ing), Pistone con la maglia di Sforza (Ing)

I migliori: Gunnarsson (Isl), La chiave del 17 che Vardy usava in fabbrica (Ing)

La partita di fotbal dell’Italia

Stade Edwige Fenech
Laboratoir Garnier, Paris

ITALIA 2 – SPAGNA 0

(33′ Chiellini, 91′ Pellè)

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A tifare Azzurri anche Bobo Vieri qui alle prese col gioco “Aspetta che indovino con chi sto ora senza guardare”

Se oggi entrerete in un bar e sentirete qualcuno parlare di solito catenaccio, fate una cosa: guardatelo dritto negli occhi e poi, con la placida seraficità di un maestro zen, sferrategli un’oleandra sul setto nasale. Poi pagate il caffè e uscite. Nessuna giuria vi condannerà. L’arma con cui abbiamo sotterrato i boriosi ispanici si chiama in un solo modo: organizzazione. E come diavolo ci siamo riusciti? Studiando gli avversari nei dettagli per giorni, alla lavagna e sul campo. Sorprendendoli con un 3-4-3 puro in fase di possesso che poi a fisarmonica diventava magicamente un invalicabile 5-4-1 o 4-5-1 in fase di difensiva (0532 per chi chiama da fuori Ferrara). Quando la concentrazione e la conoscenza dei compiti da svolgere individualmente sono a questi livelli, la cattiveria diventa solo un optional. E noi abbiamo pure quella. Che partita, signori. Che partita. La cosa più simile al tanto (giustamente) celebrato Atletico Madrid di Simeone e al cosiddetto Cholismo è questa Nazionale di Conte. Quanto mai di Conte. E di nessun altro.
Poi che gli spagnoli dicano pure che è stata la solita vittoria all’italiana.
Ditelo pure, che noi alla spagnola amiamo fare altro. Olé.

Il pagellone

1- BUFFON: voto 8. L’ultima volta che ha indossato un completo nero-squadrista in Nazionale era il 2002, in un altro ottavo e buscammo dalla Corea del Sud. Ma per fortuna queste sono cose che ricordo solo io, quindi la cabala manco se ne accorge. Ordinaria amministrazione per 90′, poi ecco la sfumatura tra un vecchio portiere forte e un vecchio portiere che resterà nella Storia ben più di un ventennio: quella parata su Pique. Nonno di ricino.

15- BARZAGLI: voto 7,5. Quando De Sciglio si abbassa, lui si allarga. Tipo ballo di gruppo al Dancing Diana di San Martino (FE). Non sbaglia nulla e infonde sicurezza a tutti. Anche in quei giorni. Difendente con le ali.

19- BONUCCI: voto 7,5. E’ tornato il mental coach di ruolo dopo la nefasta parentesi con il supplente. E per fortuna Leonardo torna a essere convinto di essere Franco Baresi feat. Sandro Nesta feat. Roger Waters feat. Daitarn III. Non guaritelo fino al 10 luglio. Leonard Zelig.

3- CHIELLINI: voto 8,5. Eh la peppa, il Chiello formato monumento. Il fatto che su una punizione dal limite al 33′ sullo 0-0, sia sulla ribattuta a rischiare le proprie funzioni primarie segnando con una stincata più ignorante di Insigne, significa che aveva addosso il demonio. Oppure che aveva sbagliato area. Nella nostra trequarti non fa passare nemmeno i giardinieri a fine partita. Acchiappa gli iberici come King Kong con i biplani. Morata gli fa il solletico, Aduriz al massimo lo fa grattare un paio di volte. E incredibilmente non attenta all’incolumità di nessun avversario. Vorrei ma non strozzo.

6- FLORENZI: voto 6,5. Il neo papà sente tanto le partite, ma l’importante è che le veda anche. Può far di più in fase di rifinitura e conclusione, ma in quanto a quantità e precisione nei ripieghi, giù il cappello. In crescita, purtroppo per lui solo metaforicamente. Botte piccola.

18- PAROLO: voto 7. Parolo, Parolo, Parolo. Parolo, Parolo, Parolo. Parolo, Parolo, Parolo, Parolo, soltanto Parolo, Parolo tra noi. La cantano disperati Busquets, Iniesta, Nolito e tutti i fini palleggiatori ispanici. E’ ovunque quando difendiamo. E’ sempre in appoggio quando ripartiamo. E’ nell’area avversaria quando crossiamo. E’ qui con me anche in questo momento. Mi guarda. Ho paura. Intruso.

16- DE ROSSI: voto 7. Coordina le due mezzali in fasi difensiva (quando ci mettiamo a cinque) come avesse in mano un joy pad. E’ il riferimento costante anche quando saliamo. Si fa male ed esce, ma dopo un tunnel a Sua Maestà Iniesta, sarei uscito anch’io. Come fare un acuto perfetto in faccia a Robert Plant, per intenderci: di lì in poi può solo andarti peggio. Guarisci presto sennò son guai. Capitan Infortunio.

23- GIACCHERINI: voto 7,5. Esterno sinistro nell’attacco a tre. Poi interno nel centrocampo a cinque. Poi tornante in quello a quattro. Costringe De Gea a un miracolo e prima l’arbitro a inventarsi un gioco pericoloso perché, obiettivamente, un gol in rovesciata di Giaccherini a un Europeo potrebbe aprire uno squarcio spazio temporale e inghiottirci tutti. E’ in una condizione fisica attorno al quinto grado della scala Schwazer. E, ricordiamo, è l’unico della nostra rosa che riesce ancora a entrare gratis a Mirabilandia. Child in time.

4- DE SCIGLIO: voto 7,5. Esco un attimo dalle vesti di minchione. Conosco fin troppo bene il problema che ha avuto e che ne ha condizionato le prestazioni negli ultimi due anni. Vederlo giocare una partita così è prima di tutto una gioia immensa e sincera per un ragazzo di ventiquattro anni. Bentornato Mattia.

9- PELLE’: voto 7,5. Al 91′ la regia internazionale sbaglia e manda in onda il replay del suo 2-0 al Belgio. Nessuno se ne accorge e il gol viene convalidato. Se lo merita, in fondo: una partita che oserei definire, ecco, sì, generosa. Generoso.

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Eder con il compagno Baker, quando entrambi militavano nei Chips

17- EDER: voto 7. Corre tantissimo e fortissimo. Propizia il primo gol e poi ne divora uno titanico. Ma ha l’attenuante di essere costretto a correre senza moto, senza casco e senza il suo partner perfetto: il biondo Baker. Poncharello.

(THIAGO MOTTA voto VATTENE
INSIGNE voto 6,5
DARMIAN voto 6,5)

Mentre sono in chiusura di pezzo mi giunge un dispaccio d’agenzia clamoroso.
La nostra Federazione ha presentato ricorso d’urgenza per la squalifica di un turno comminata a Thiago Motta in virtù dell’ammonizione subìta contro la Spagna. “Levatecelo dai coglioni almeno fino a ottobre”, ha implorato il team manager Lele Oriali alla commissione Uefa.

Se questa partita fosse una canzone: La spagnola di Gigliola Cinquetti cantata dalle sorelle di Sergio Ramos e Busquets…la spagnola sa amar così, bocca a bocca la notte e il dì

Commento tecnico del Nonno Raoul: “Ma angh’è brisa un mei da metar in tal post ad Thiago Motta?” (Pensi che a disposizione del nostro CT sia presente un interprete maggiormente consono ai meccanismi della nostra zona nevralgica del campo rispetto al centrocampista in forza al Paris Saint Germain?)

28 giugno 2016
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