Emiliano: da Governatore della Regione terrò per me la delega alla sanità

M. Emiliano“Sulla sanità intendo metterci la faccia, ed è per questo che se vincerò le elezioni terrò per me la delega, non certo per accentrare i poteri, bensì come segno di assunzione di responsabilità nei confronti di tutti i pugliesi che si aspettano un miglioramento concreto”. Michele Emiliano a quattro giorni dalle elezioni che molto probabilmente lo proclameranno presidente della Regione Puglia comincia a scrivere la prima agenda del suo governo. Partendo proprio dalla sanità, sulla quale ha intenzione di lavorare in prima persona: “Voglio liberare la sanità dalla cattiva politica e i bravi medici dai politici mediocri- dice il candidato del centrosinistra in un’intervista al quotidiano online Puglia24 news- Per questo intendo istituire un Consiglio superiore della sanità che provveda alle nomine del personale e dei dirigenti in base esclusivamente al merito di ciascuno e non all’appartenenza di partito o alla convenienza politica”.

Secondo punto, il dramma della Xylella che sta distruggendo il patrimonio di ulivi della regione: “L’Europa ha una responsabilità enorme perché aveva il dovere di chiudere le porte di accesso a ogni possibile minaccia per il nostro ecosistema. Invece controlli assolutamente inadeguati hanno permesso che venissero importate dal Sud America, via Olanda, piante ornamentali che hanno sostanzialmente portato il batterio a casa nostra. Adesso però dobbiamo affrontare di petto questo problema enorme, perché al momento una soluzione ancora non esiste. La mia proposta è richiamare qui in Puglia i massimi esperti mondiali, affinché la nostra terra diventi un vero e proprio laboratorio di ricerca a cielo aperto. Non abbiamo alcuna certezza di vittoria ma sappiamo che ci batteremo con ogni mezzo per salvare i nostri ulivi”.

La questione ambientale è anche uno dei motivi di scontro con il governo Renzi: l’approdo a San Foca del Tap vede Emiliano contrario. “La posizione del centrosinistra pugliese- continua l’ex sindaco di Bari- è la stessa espressa dal presidente Vendola. Aggiungo che anche dalla Sagra del programma che si è svolta a Lecce è emerso chiaro l’indirizzo di contrarietà all’approdo del Tap a San Foca: in sintesi, se proprio si deve far passare il gasdotto dalla nostra costa, non si comprende perchè l’approdo debba essere una delle nostre spiagge più belle e non, piuttosto, un tratto meno pregiato e magari da riqualificare. Spero esistano ancora i margini istituzionali per trovare la soluzione più equa e di buon senso”.

28 maggio 2015
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