Emilia Romagna

A Bologna “assedio” a Unipol, lavoratori in sciopero: “Vergogna”

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BOLOGNA – “Chi non salta è un azionista”. “Questa azienda è arrogante”. “Ver-go-gna ver-go-gna”. Metà via Stalingrado, in direzione tangenziale, è stata paralizzata da poco dopo le 10 a Bologna dallo sciopero generale dei lavoratori Unipol, che, come annunciato a più riprese in questi giorni, contestano il trattamento sul nuovo contratto integrativo aziendale. Qualche centinaio di persone manifesta in strada a suon di cartelli, striscioni, bandiere e megafoni: sindacati e lavoratori si contano soddisfatti, si scandiscono via via i primi numeri delle adesioni alla mobilitazione in arrivo dalle varie sedi italiane del gruppo. Sul posto diversi mezzi blindati e gli agenti in assetto antisommossa della Polizia e dei Carabinieri presidiano, mentre la Polizia municipale cerca di regolare il traffico, che pian piano sta tornando regolare anche nel senso di marcia inizialmente bloccato, seppur con metà carreggiata occupata.

unipol_protesta3All’interno del palazzo di vetro, proseguono intanto i lavori dell’assemblea degli azionisti di Unipol gruppo finanziario, bersagliata dunque all’esterno da continui sberleffi e cori. Conducono l’agitazione i vari responsabili dei sindacati nazionali di riferimento, da Marino D’Angelo della sigla Snfia a Renato Pellegrini della Uilca, che tuona: “Siamo in tanti, il risultato dello sciopero è superiore a qualsiasi aspettativa. Pensavamo di poter venire qui democraticamente a manifestare, ma- accusa Pellegrini- abbiamo trovato uno schieramento di Polizia in tenuta antisommossa che ci ha lasciato veramente sorpresi. Siamo un sindacato che chiede il contratto, non siamo dei sovversivi. Evidentemente, dentro quell’auditorium c’è chi ha paura delle giuste lotte dei lavoratori”.

unipol_protesta8Rincara la dose Roberto Garibotti, segretario nazionale First Cisl: “I dati sono ancora parziali ma le adesioni risultano ampiamente superiori all’80-85%, con punte di oltre il 90% nelle sedi di Milano, Torino, Firenze e altre. La nostra protesta, al di là dei contenuti del contratto, e contro gli atti di arroganza dell’azienda: nel corso di una trattativa che andava avanti e poteva concludersi, bene e presto, Unipol ha deciso in modo autoritario di interrompere tutto e applicare il contratto meno oneroso per l’azienda, penalizzando così 10.000 lavoratori”.

unipol_protesta5C’è anche Luca Esposito, segretario nazionale Fisac Cgil, sindacato che ha aderito alla protesta ufficialmente solo ieri sera ma che si dice in prima linea nelle rivendicazioni contrattuali: “Quella di oggi è una grande giornata di mobilitazione, il presidio sotto la sede Unipol è nutrito e ci giungono notizie dalle principali sedi di una grandissima adesione. I lavoratori contestano la scelta unilaterale dell’altra sera, quando l’azienda ha comunicato a 10.000 persone l’applicazione unilaterale del contratto ex Unipol, mettendo di fatto fuori dal tavolo il nuovo contratto aziendale di gruppo di armonizzazione”. Continua il segretario Fisac: “La giornata di lotta proseguirà qui almeno un paio d’ore. Da domani partirà poi una grande campagna informativa tra tutti i lavoratori, finalizzata a indire un referendum con cui far recedere l’azienda dalla scelta che ha fatto. Fino a quando l’obiettivo non sarà raggiunto- promette Esposito- tutto il sindacato sarà coi lavoratori. L’unità sindacale? C’è sempre stata, abbiamo avuto solo un equivoco di comunicazione: noi non siamo mai stati fuori dal quadro unitario, anzi…”.

di Luca Donigaglia, giornalista professionista

28 aprile 2016
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