VIDEO | Imprese, siglato accordo Cna-Intesa: “Il welfare produce crescita Pmi”

Arriva l'innovativo servizio "Welfare Hub", con cui le pmi potranno sfruttare i vantaggi offerti dall'adesione ai 'flexible benefits' e dalla normativa fiscale
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ROMA – Una piattaforma di servizi di protezione sociale per 700.000 imprese artigiane italiane perché “nel mondo dell’artigianato il legame tra imprenditore e dipendente è una condizione ‘sine qua non’, imprescindibile” e volano di produttività. Lo afferma oggi Sergio Silvestrini, segretario della Cna, Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa, nel corso della presentazione, a Milano, dell’accordo siglato tra la più grande associazione datoriale italiana dell’artigianato, e Banca Intesa Sanpaolo, che insieme hanno studiato l’innovativo servizio “Welfare Hub“, tramite il quale le pmi potranno sfruttare i vantaggi offerti dall’adesione ai ‘flexible benefits’ e dalla normativa fiscale. Il costo annuale del servizio ammonta a 300 euro all’anno, che giornalmente si può tradurre nel prezzo di un caffè.

Un investimento di valore per la Cna, come spiega Silvestrini, ricordando che “negli ultimi otto anni abbiamo perso 150.000 imprese artigiane“, e oggi “la Cna continua a sostenere chi resiste”, e anche il welfare è un modo per esprimere questo sostegno: “Nuovi strumenti di welfare creano al tempo stesso, garanzie sociali, innovazione e sviluppo”. L’obiettivo, continua, “è dare un’opportunità ai nostri imprenditori di poter creare un legame solido di empatia e di soddisfazione con i propri collaboratori, che sono il vero capitale umano a nostra disposizione, per vincere le sfide dei mercati nazionali e esteri”.

Si tratta, in concreto, di “un’incentivazione prevista da varie leggi di bilancio, ed è ‘tax free”, e quindi rappresenta “un’ulteriore agevolazione offerta al proprio dipendente”. Si potranno, ad esempio, chiedere rimborsi di specifiche tipologie di spese sostenute e versare parte del credito su un fondo di pensione integrativa.

SILVESTRINI: “INFRASTRUTTURE SERVONO AL PAESE COME IL PANE”

“Le infrastrutture vanno fatte perché il Paese ne ha bisogno come il pane, non credo alle decrescita felice”. Così Sergio Silvestrini, segretario della Cna, Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa, nel corso della presentazione, questa mattina a Milano, dell’accordo siglato tra la più grande associazione datoriale italiana dell’artigianato, e Banca Intesa Sanpaolo, che insieme hanno studiato l’innovativo servizio “Welfare Hub”.

Nel corso del convegno Silvestrini cita le prospettive “di tutti gli istituti di ricerca, che dicono che l’economia italiana sta rallentando dopo l’apparente risveglio di qualche mese fa”. Una frenata che riguarda anche i livelli occupazionali del mondo dell’artigianato, che fanno presagire “una potenziale crisi”. Ma per la Cna il problema dell’Italia è “strutturale”, tanto che Silvestrini lancia l’idea di “politiche keynesiane”. Il Paese, continua, “da troppi anni è bloccato, da vent’anni cresciamo meno dei nostri competitor europei e mondiali: c’è qualcosa che va quindi cambiato, perché da vent’anni l’Italia non cresce”. Uno dei problemi principali, per il segretario nazionale della Cna “è quello della fiducia: in questo Paese è venuto meno l’elemento fiduciario”, e questo ha delle conseguenze, spiega: “Se uno non ha fiducia non consuma o consuma meno, e non investe, o investe meno”. E allora “bisogna ricreare la fiducia come atto di politica economica nel Paese, attraverso atti concreti”. Un atto concreto “è ad esempio è quello di iniziare opere pubbliche”, inoltre “finanziamenti che sono possibili vanno subito realizzati, così come le gare d’appalto vanno fatte subito, possibilmente evitando contenziosi che durano una vita”.

di Francesca Morandi

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28 Marzo 2019
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