Violenza donne, è scontro in maggioranza. M5s: “Da Lega presa in giro, vogliamo ergastolo”

Ddl domestica, la Lega chiede che sia concessa la sospensione della pena in caso di trattamenti per inibire la libido: ovvero castrazione chimica. I 5 stelle non ci stanno: "Noi non prendiamo in giro le donne"
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Scontro in maggioranza sul ddl contro la violenza domestica e di genere. La Lega ha presentato un emendamento che aggiunge all’articolo 165 del codice penale la possibilità di sospensione condizionale della pena nei casi di violenza sessuale, qualora il condannato si sottoponga a “trattamenti terapeutici o farmacologici inibitori della libido con il consenso del condannato”.

Il Movimento Cinque stelle non ci sta: “Noi non prendiamo in giro le donne. Quello della Lega è infatti un emendamento applicabile nei casi in cui è prevista la condizionale. Questo significa che si applica solo a reati minori, dove appunto si prevede la condizionale, come il palpeggiamento ad esempio e non ha senso. La violenza sessuale in sé è infatti considerata già nel 4 bis dell’ordinamento penitenziario, per il quale reato è previsto il carcere senza condizionale”.

I pentastellati aggiungono: “Così non risolviamo il problema, così è una presa in giro alle donne, si sfrutta la loro paura per fare campagna. Per noi a chi stupra si deve fare l’ergastolo e non deve nemmeno accedere alla condizionale. Si devono fare 30 anni di galera e deve esserci certezza della pena. Punto”.

LEGGI ANCHE: La ministra Bongiorno è pronta ad introdurre la castrazione chimica

CARFAGNA: GOVERNO DIVISIVO ANCHE SU QUESTO

“Questa maggioranza riesce a dividere il Paese anche sulla violenza contro le donne e la tutela dei diritti. Non era mai successo. Prima se ne va questo governo, meglio è”. Così Mara Carfagna, vicepresidente della Camera e deputata di Forza Italia, su Twitter.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

28 Marzo 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»