Un vita sempre connessa? Ecco i consigli dell’esperta

ROMA – Dipendenza da smartphone? I consigli di MioDottore per trovare il giusto equilibrio. Grazie a uno dei suoi specialisti, la piattaforma ha fatto luce su opportunita’ e rischi di una vita sempre ‘connessa’. MioDottore ha coinvolto uno dei suoi specialisti, la dottoressa Patrizia Mattioli, psicologa e psicoterapeuta di Roma, per indagare luci e ombre dell’utilizzo dei dispositivi mobili e fornire utili suggerimenti pratici per mantenere un corretto equilibrio nella quotidianita’. Secondo l’esperta esistono molti elementi positivi legati all’utilizzo degli smartphone e alla presenza online, il punto cruciale e’ prestare attenzione all’uso di tali strumenti per evitare che la vita online vada a sostituirsi al piano reale. Secondo l’esperta si puo’ iniziare a parlare di dipendenza tecnologica quando il rapporto con questa sovrasta le altre esigenze.

La dottoressa suggerisce di rivolgersi a uno specialista quando “si intravede il rischio di una centralita’ della tecnologia a scapito della realta’, quando vengono trascurate le altre aree personali e quando questo non corrisponde a un miglioramento della qualita’ della vita”. In questo contesto si puo’ parlare di internet addiction – simile ad altre forme di dipendenza dal punto di vista psicologico – che rappresenta un tentativo di trovare una soluzione ad un problema presente sul piano reale e che spesso si nutre del senso di adeguatezza e di capacita’ che si genera dal gestire le proprie relazioni online.

I soggetti piu’ esposti: bambini e adolescenti, veri e propri nativi digitali, vivono in una realta’ in cui smartphone e internet sono da sempre parte integrante della loro quotidianita’ e per questo sono anche i soggetti piu’ esposti agli effetti di un eventuale abuso o uso improprio.

“I piu’ giovani sono massicciamente presenti sui social network e quasi non usano piu’ il cellulare per chiamarsi ma comunicano per messaggi via chat, immagini e melodie- segnala la psicologa- Il fatto di poter essere in contatto potenzialmente sempre, rimpicciolisce gli spazi individuali e potrebbe interferire con il consolidamento dell’identita’ personale. Difficile dire quanto questo sia realmente un rischio e non un’opportunita’. Cellulari e rete avvicinano le persone ma lo fanno in modo distante, le relazioni che si stabiliscono o si mantengono unicamente nel virtuale sono relazioni incomplete”.
‘Digital detox’ si’ ma se accompagnato da tre ‘buone’ regole. Secondo la dottoressa bisogna tener conto di possibili ricadute qualora non sia stato indagato il motivo reale della dipendenza. 

È bene dunque stabilire regole attuabili da tenere come linee guida nella quotidianita’

1. Scandire il tempo dedicato al virtuale con uno strumento esterno;
2. Prima di avvicinarsi allo smartphone, domandarsi a quale bisogno si sta rispondendo e cosa succederebbe se non ci si potesse connettere;
3. Costruire strumenti di barriera per arginare l’intrusivita’ esterna (come l’arrivo di email o messaggi), ad esempio silenziando il telefono in certi orari della giornata.

28 Marzo 2018
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