Massoneria, la Grande Loggia Regolare d’Italia ‘avvisa’ l’antimafia

"La Grande Loggia Regolare ha subito un grave danno, doppiamente ingiusto vista la nostra disponibilità a collaborare"
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ROMA – “Nella relazione dell’ex presidente dell’Antimafia, Rosy Bindi, siamo stati messi tutti insieme, noi con centinaia e centinaia di altre logge spurie. In quelle pagine si parla di rapporti e intrecci con organizzazioni malavitose… la Grande Loggia Regolare ha subito un grave danno, doppiamente ingiusto vista la nostra disponibilità a collaborare”. Fabio Venzi, Gran Maestro della Gran Loggia Regolare d’Italia dal 2001, l’unica col ‘bollino blu’ della Massoneria inglese, accetta di parlare dell’esposto messo a punto dallo studio degli avvocati Ugo e Nicola Scuro.

Sociologo, scrittore e saggista, Venzi si è laureato a La Sapienza di Roma con una tesi sui “Rapporti tra la Massoneria italiana e il Fascismo”. Ultima fatica, un libro su “L’ultima eresia. Chiesa cattolica e Massoneria, tre secoli di errori tra Satanismo, Gnosticismo e Relativismo”.

Su un punto il Gran Maestro batte e ribatte: “Non si può mettere la Grande Loggia Regolare nel calderone, insieme a tutte quelle logge spurie. Io sono membro della Loggia Quatuor Coronatorum n. 2076 di Londra, la più antica Loggia di Ricerca del mondo. La presidente Bindi, che ha insistito più volte per sapere se ci sono preti massoni, richiesta singolare, aveva garantito che ci sarebbe stata una distinzione… invece siamo finiti nello stesso calderone”.

Il Gran Maestro, supportato dai legali, sta valutando anche una citazione in tribunale per danni: “Abbiamo studiato il caso- dice l’avvocato Ugo Scuro- ed anche una commissione come l’Antimafia se deborda dai compiti precisi assegnati può essere chiamata, anche a livello dei singoli componenti, a rispondere in giudizio”.

Per il momento, l’esposto del Gran Maestro è stato inviato al nuovo presidente dell’Antimafia, Nicola Morra (M5S), che all’atto dell’insediamento ha detto di voler proseguire sui rapporti tra Politica, Massoneria e organizzazioni malavitose.

“Chiediamo al presidente di essere ascoltati, di fare attenzione alla nostra diversità- dice il Gran Maestro Venzi- noi non abbiamo nulla da nascondere, siamo pronti a collaborare”.

Nella precedente legislatura, l’Antimafia aveva messo insieme circa 20mila nominativi, di centinaia e centinaia di logge, nell’arco degli ultimi 17 anni.

“Bene- sottolinea l’avvocato Scuro- anche in questo caso, alla fine, ci sono solo sei persone, ripeto sei, rinviate a giudizio per fatti malavitosi. Di queste, solo una è riconducibile alla Grande Loggia: un commercialista che lavorava come consulente del Tribunale di Reggio Calabria. Ecco perché la Grande Loggia si sente danneggiata e siamo pronti a ricorrere anche alle vie legali”.

La Grande Loggia Regolare d’Italia ha una sua tradizione. E non vuol confondersi con le altre: “Noi siamo interessati al percorso che porta all’illuminazione, al cambiamento personale- spiega il Gran Maestro Venzi-. Il nostro scopo? La realizzazione dell’unione tra il nostro Se’ e il principio Divino che è in noi”.

Qui anche la contrapposizione con la Chiesa Cattolica: “Siamo visti come eretici, ma la prima condizione per essere ammesso nell’Ordine è quello di credere in un Essere superiore, per noi è essenziale e non esiste compromesso. La Bibbia, chiamata dai Massoni il Volume della Legge Sacra, deve essere aperta durante i lavori di Loggia. Su di essa il candidato deve assumere i suoi impegni”.

Ma la Chiesa vi ha bollato… “Sì, siamo in peccato grave, non ci è consentito avvicinarci ai sacramenti… ma i nostri fratelli fanno tutti la Comunione”.

Il Gran Maestro ci tiene a ribadire che non c’è nulla di oscuro: “Fino all’approvazione della legge sulla privacy ogni anno consegnavamo la lista degli iscritti, proprio perché la nostra attività è di studio, sempre di obbedienza alle leggi dello Stato. Andate a leggere sul nostro sito (www.glri.it) a chi entra in Massoneria è severamente proibito di perseguire alcuna azione che possa tendere a sovvertire la pace e l’ordine della società. E’ tenuto a prestare obbedienza alle leggi dello Stato in cui risiede e non deve mai venir meno ai doveri verso l’Autorità costituita”.

Insomma, sta qui la differenza con le logge massoniche come la P2 venute alla ribalta della cronaca dove i fratelli si davano da fare per organizzare veri e propri golpe. “La Grande Loggia Regolare- sottolinea il Gran Maestro Venzi- si è sempre rifiutata di esprimere qualsiasi opinione su questioni di politica interna o estera e non consente che il suo nome sia associato a qualsiasi azione che possa infrangere la sua astensione da problemi riguardanti le relazioni tra un governo e un altro o tra partiti politici… la Gran Loggia regolare rifiuta di avere relazioni con sedicenti corpi massonici che non aderiscono a questi principi”.

Come si entra nella Grande Loggia Regolare? “Per cooptazione- risponde il Gran Maestro Venzi- però chi è interessato può andare sul nostro sito e nello spazio contatti segnalare il suo nome. Dal principe al maniscalco, per noi la persona è importante, non il ‘metallo’ che porta. Se una persona non ha tanti mezzi economici magari ha grandi qualità umane, per noi va bene lo stesso”.

Tornando all’esposto, l’avvocato Ugo Scuro spiega che “anche i poteri della commissione Antimafia non sono privi di limiti: la Corte Costituzionale con la sentenza 231 del 1975 ha stabilito che ‘compito delle commisioni parlamentari di inchiesta non è di giudicare ma di raccogliere notizie e dati necessari per l’esercizio delle funzioni delle Camere: esse non tendono a produrre, ne’ le loro relazioni conclusive producono, alcuna modificazione giuridica… ma hanno semplicemente lo scopo di mettere a disposizione delle Assemblee tutti gli elementi utili affinchè queste possano, con piena cognizione della situzione di fatto, deliberare la proprio linea di condotta sia promuovendo misure legislative, sia invitando il governo ad adottare i provvedimenti del caso'”.

“Ecco un punto cruciale- sottolinea l’avvocato- secondo noi la relazione dell’Antimafia rispetto alla Grande Loggia è manchevole, disinformata, generica, approssimativa e lesiva sia di vari diritti costituzionali sia dei diritti soggettivi alla dignità e alla rispettabilità della persona sempre meritevoli di tutela”.

In conclusione, dice ancora l’avvocato “visto anche l’effetto denigratorio che la relazione comporta a carico dell’associazione Gran Loggia Regolare… ritengo che le considerazioni debbano essere contestate a norma di legge nella sede competente”.

Tutto questo ora è nelle mani del nuovo presidente Nicola Morra, e si aspetta con impazienza un suo segnale. “Chiediamo che il Gran Maestro possa esporre le proprie ragioni dinanzi alla Commissione dice l’avvocato Scuro- ai fini di tutela concreta delle persone nell’ambito dell’ordinamento e di proprio contributo al contrasto delle attività malavitose”.

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28 Febbraio 2019
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