Politica

Elezioni, Renzi lancia lo sprint finale… Dalla tana del ‘viperetta’

ROMA – “Questa è casa mia, il cinema e’ mio. Se affittano una sala e pagano…”. Parte dal cinema Adriano di Massimo Ferrero, il patron della Sampdoria, lo sprint del Pd in vista del voto di domenica.
Il ‘viperetta’ fa gli amori di casa ai vertici del partito riuniti nella sua sala cinematografica. Quando entra tanti giovani militanti lo fermamo per una foto. Qualcuno gli chiede cosa ci faccia qui e lui ferma un ragazzo a caso, lo tira per il braccio: “Ao, dimme un po’, di chi è sta sala?”. Il ragazzo è preparato, sa che fa parte dei Cinemas Ferrero e il ‘viperetta’ sorride soddisfatto: “O vedi? Questa è casa mia”. Perfino il presidente del Lazio Nicola Zingaretti entrando si era dichiarato un estimatore: “Frequento spesso queste sale”, aveva detto. Poco importa che qualche tempo fa Ferrero fosse stato intercettato a una iniziativa della quarta gamba del centrodestra, con cui era in odore di candidatura. “Ero andato a prende n’amico e me so ritrovato in mezzo ai politici. M’hanno dato na sola…”, spiega.
La sala 4 del multisala Adriano è piena di militanti di tutte le età. Ci sono gli anziani, i giovani, i giovanissimi di pischelli in movimento che per la maggior parte sono minorenni che non voteranno. “Dobbiamo scappare che domani abbiamo scuola”, dicono a chi li invita a fine comizio a rimettere i libri non distribuiti negli scatoloni.

All’ingresso viene distribuito gratuitamente un volume a colori di 248 pagine: ‘Destinazione Italia. Il treno dell’ascolto’. Racconto fotografico del viaggio che Renzi ha fatto in treno dal 17 ottobre al 7 dicembre. Zingaretti arriva per primo, applaudito. Poi Renzi e infine Gentiloni. Il segretario del Pd è assalito dai giovani che vogliono un selfie, lui non si sottrae. In prima fila ci sono i ministri Padoan (“Sta facendo scintille a Siena”, assicura Renzi), Martina, Madia. La colonna sonora che precede il comizio è anglofona: Beatles, David Bowie, John Lennon, Red Hot Chili Peppers, Bruce Springsteen, U2. Quando Zingaretti sale sul palco sventolano le bandiere del Pd a forte titnta bianca.

Renzi chiede impegno “porta a porta”

Dal palco Renzi chiede un impegno “porta a porta” per convincere gli indecisi. E lancia la seconda puntata dello spot elettorale del Pd in cui il padre di famiglia titubante abbandona i suoi “però” e sceglie di votare per i Democratici. “Dovete fare stalking“, dice sorridendo. Plaude a Padoan “che ci sta mettendo la faccia” nonostante la polemica sulle banche. Un signore allora si alza in platea e lo interrompe: “E la Boschi dove l’abbiamo candidata?”, domanda infastidito. E Renzi, senza citarla, spiega che la sottosegretaria è finita a Bolzano proprio per evitare polemiche.

Anche Gentiloni, che ricorda a tutti come piazza Cavour faccia parte del suo collegio, chiede l’ultimo sforzo: “Hanno spesso scherzato sulle nostre divisioni e purtroppo qualcuno ha assecondato quel gioco. Matteo, noi a quel gioco delle divisioni non ci stiamo, non ci prestiamo. Il nostro Pd e’ orgoglioso dei risultati ottenuti e incarna la speranza di migliorare ancora”.

Gentiloni: “No a voti di ripicca, grazie Prodi e Veltroni”

“Sia Prodi che Veltroni, che ringraziamo, hanno deciso di scendere in campo dalla parte del Pd e della coalizione guidata dal Pd. Sono consapevoli anche loro che questo non è momento di voti per ripicca e voti segnaletici, e poi ti ritrovi al governo con una forza populista”, dichiara Paolo Gentiloni dal teatro Adriano a Roma. E sul M5S sferza “Abbiamo un primato assoluto a livello globale: per la prima volta abbiamo un governo ombra che si presenta ancora prima delle elezioni”.

 

28 febbraio 2018
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