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Colombia, attentato a stazione di Polizia a Barranquilla, 5 morti. La pista dei narcos

dal nostro corrispondente Silvio Mellara
 
BOGOTA’ – E’ sicuramente uno degli attentati piu’ gravi subiti dalla polizia colombiana dall’avvio del processo di pace con le Farc ma questa volta sembra che le ex guerriglie, o quelle ancora attive, non siano responsabili. Nella citta’ di Barranquilla, nella tarda giornata di ieri, una esplosione ha distrutto buona parte della stazione di polizia del quartiere di San Jose. Cinque i poliziotti morti e quarantuno feriti gravi di cui quattrodici civili.
 
Le massime autorita’ colombiane si sono recate immediatamente sul posto per portare la loro solidarieta’ mentre gli investigatori hanno istituito una ricompensa di 50 milioni di pesos (circa 15 mila euro) per ottenere informazioni sui responsabili dell’attacco.
Allo stato attuale c’é’ un solo fermato, Cristiano Camilo Bellon Galindo, di 31 anni e non residente in zona trovato nelle vicinanze con una ricetrasmittente e dei fogli con gli orari degli agenti di turno. Secondo il generale Mariano Botero Coy, comandante della polizia metropolitana di Barranquilla, il dispositivo fatto detonare a distanza era stato gia’ installato nei giorni precedenti.
Nessuna pista si esclude anche se quella delle guerriglie e dei paramilitari si affievolisce sempre di piu’. Sembra invece prendere piede l’ipotesi che l’attentato sia stato fatto da narcotrafficanti messicani che sono ormai i nuovi proprietari delle principali coltivazioni di coca in Colombia. Secondo un report della giustizia colombiana e degli apparati antidroga degli Stati Uniti, i leader dei principali cartelli colombiani, soprattutto quello del Golfo, sono ormai indeboliti da catture, morti e ingenti sequestri di droga, patrimonio immobiliare e disponibilita’ liquida.
 
I cartelli messicani dei Los Zeta, di Sinaloa e Jalisco – Nueva generacion hanno inviato molte persone nelle aree ad alta concentrazione di coltivazione di coca, a Cali invece negoziano gli invii di droga che parte dal porto di Buenaventura mentre nel Nariño nel Cauca hanno inviato esperti chimici per controllare la purezza del prodotto.
 
Una informativa della Policía nacional spiega anche che non e’ difficile intercettare i messicani presenti in Colombia per conto dei loro cartelli “Fanno feste di due giorni a Cartagena, Santa Marta, Barranquilla e San Andres. Girano con suv blindati e a Medellin e’ facile trovarli nei migliori ristoranti sempre accompagnati da belle donne. Sono molto violenti e in questo superano i narcos locali”.
 
Dal processo di pace e in vista delle prossime elezioni politiche in Colombia, paese primo coltivatore di piante di coca nel mondo, si e’ aperta una nuova guerra che si prevede sanguinaria.
28 gennaio 2018
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