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Modena, la mostra “Il manichino della storia” fa il botto. E il cavallo di Paladino resta fino al 2017

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MODENA – La mostra “Il manichino della storia”, di scena dal 18 settembre scorso allo spazio Mata all’ex manifattura tabacchi di Modena, rappresenta “un’operazione di alta qualità culturale” e chiuderà il 31 gennaio “superando i 15.000 visitatori“. Intanto, l’impatto che la mostra ha avuto sulla stampa, specializzata e non, già “ha permesso di far conoscere la nostra città di più e sotto aspetti diversi”. Lo assicura il Comune di Modena per bocca del suo assessore alla Cultura, Gianpietro Cavazza, che oggi torna sulla discussa mostra di collezioni private curata da Richard Milazzo rispondendo in Consiglio comunale a un’interrogazione di Andrea Galli (Fi). Quest’ultimo, in buona compagnia in realtà, è sempre stato critico sull’esposizione, programmata negli ex spazi sfitti di un complesso immobiliare partecipato anche dalle coop cosiddette’rosse’: a ottobre Galli diceva che a fine mostra ci sarebbero stati tra i 5.000 e i 6.000 visitatori in tutto, paganti, e che “considerati gli alti costi della mostra, pari a 600.000 euro per gli allestimenti, la stessa costerà più o meno 100 euro a ingresso”. Tra le altre polemiche, a fine estate c’era stato anche un balletto con la Regione sul patrocinio, poi arrivato dalla presidenza.

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Tra i pezzi forti dell’esposizione resta il ‘Cavallo di Modena’, realizzato da Mimmo Paladino, che “resterà dov’è, sicuramente ancora per un anno; il Comune si è accordato infatti con il gallerista Emilio Mazzoli, proprietario dell’opera, che la cede all’amministrazione in comodato gratuito fino al 31 gennaio 2017“, aggiunge oggi Cavazza in aula. Ma in ballo c’è anche un gruppo di cittadini che si starebbe attivando per trovare una soluzione che consenta, anche attraverso la raccolta di fondi, di far rimanere l’opera a Modena: “L’amministrazione coglie positivamente questo segnale che viene dalla società modenese, mentre confermiamo, come ha già anticipato il sindaco nelle scorse settimane, che il Comune non intende investire risorse nell’acquisto di quest’opera d’arte“, conclude il vicesindaco.

Di Luca Donigaglia – Giornalista professionista

28 gennaio 2016

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