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Cultura. A Villa Adriana la tutela arriva… dallo Spazio. Ecco ‘Videor’

TIVOLI (Roma) – Arriva dallo Spazio l’ultima frontiera della tutela dei beni culturali. Da oggi, infatti, saranno i satelliti (e i droni) a svelare i rischi che corre il patrimonio, dalle attività dell’uomo all’instabilità del terreno. Il tutto, a partire da Villa Adriana, a Tivoli, scelta come sito pilota di Videor, il progetto finanziato dal ministero dello Sviluppo economico, “fortemente voluto” dal ministero dei Beni culturali e nato dalla collaborazione tra l’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro, Nais, una pmi del Lazio, e la società Superelectric.

Videor è stato presentato oggi a Tivoli alla presenza, tra gli altri, del sindaco Giuseppe Proietti, del segretario generale del Mibact, Antonia Pasqua Recchia, il direttore generale Educazione e ricerca, Caterina Bon Valsassina, e il direttore dell’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro, Gisella Capponi. A Palazzo della Missione anche il sottosegretario Ilaria Borletti Buitoni.

COME FUNZIONA VIDEOR – I dati, sotto forma di immagini, arriveranno direttamente dai satelliti del programma Cosmo-SkyMed, gestito dall’Agenzia spaziale italiana, e dal corrispettivo europeo Copernicus. Poi, saranno ‘letti’ da Nais e Superlectric e, una volta decodificati, arriveranno nelle mani delle istituzioni culturali che si occupano di conservazione e tutela, Istituto Superiore in primis. I risultati del monitoraggio satellitare, che sarà attivo h24 e che si avvarrà anche di droni, per la prima volta saranno consultabili via web e saranno costantemente aggiornati. Sulla base della Carta del rischio, lo strumento messo a punto dall’Iscr, le sentinelle spaziali saranno in grado di rilevare sia cedimenti del terreno che causano l’instabilità delle strutture, sia illeciti umani, come scavi clandestini e abusi edilizi. “Con Videor siamo in grado di arricchire le nostre banche dati, avvicinandoci sempre di più ai beni- ha spiegato Annamaria Giovagnoli, responsabile Iscr di Videor presente oggi a Tivoli- I dati integrati ci permetteranno di fornire alle amministrazioni non solo mappe di pericolo più raffinate, ma anche la possibilità di procedere a una pianificazione degli interventi su basi scientifiche e tecniche”.

VIDEOR A VILLA ADRIANA – Grazie a Videor, dunque, gli esperti avranno a disposizione uno strumento all’avanguardia per intervenire tempestivamente su Villa Adriana, un sito particolarmente esposto a rischi sia antropici che ambientali, nonostante sia patrimonio dell’Umanità. I problemi del sito Unesco sono legati tra l’altro all’abbassamento del terreno che potrebbe essere causato dalla prossimità di una cava e dalle vicine terme, ma anche dalla “forte attività antropica” sia all’interno della Villa che nel Centro storico di Tivoli. Ecco perché chi gestisce il patrimonio del Comune alle porte di Roma potrà usufruire anche della formazione tecnologica per avvalersi meglio di Videor. Oltre a Villa Adriana, a Tivoli il progetto coinvolgerà anche la Rocca Pia, la Chiesa di San Pietro della Carità, il Santuario di Ercole vincitore e il Tempio della Sibilla.

IL SITO UNESCO ‘ESEMPIO’ DI TUTELA, INNOVAZIONE E VALORIZZAZIONE – “Villa Adriana farà da esempio e consentirà al progetto Videor di sviluppare appieno gli obiettivi”, ha detto Pasqua Recchia, intervenuta alla presentazione del progetto. La tutela ‘spaziale’ del sito Unesco, tra l’altro, arriva insieme alla nuova organizzazione del ministero che prevede anche la valorizzazione di Villa Adriana e Villa d’Este, con l’arrivo di un direttore scelto con un bando internazionale: “Un segnale importante dell’attenzione verso luoghi di straordinaria attrattività- ha aggiunto Pasqua Recchia- ma che necessitano di un maggiore investimento anche in termini di innovazione”. In questo senso, ha detto ancora Pasqua Recchia, Videor rappresenta “il rapporto virtuoso pubblico-privato che consente di far valere nel mondo la capacità italiana in fatto di beni culturali”. Una capacità che conta decenni di esperienza e di cui Videor rappresenta l’ultima espressione: “Il progetto- ha detto Capponi- affronta temi profondamente radicati nei compiti e nella missione dell’Istituto, fino dalla sua fondazione”. Progetti come questo “sono per noi un’occasione straordinaria di attualizzazione di quello che già Giovanni Urbani metteva in campo con gli strumenti di allora”. Ricordando poi il “prezioso lavoro di interoperabilità dei sistemi” portato avanti dall’Istituto romano con altre istituzioni come l’Ispra e l’Agenzia spaziale italiana, Capponi ha aggiunto che “è necessario difendere il nostro patrimonio diffuso nella sua configurazione straordinaria in cui i beni sono tutt’uno con il paesaggio antropizzato”.

di Nicoletta Di Placido, giornalista professionista

28 gennaio 2016

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