Russia, ci potrebbero volere settimane per decifrare la scatola nera del Tupolev

ROMA  – La decodifica della prima scatola nera del Tupolev Tu-154 russo precipitato il giorno di Natale potrebbe richiedere qualche giorno, persino varie settimane. Lo hanno riferito fonti vicine agli investigatori alla stampa russa.

La scatola, che è stata recuperata dai resti dell’aereo in mare, è chiusa ermeticamente e può sopportare fino alle 36 ore immersa nell’acqua, ha aggiunto la fonte.

Dal momento che però tale soglia è stata superata, il contenuto potrebbe essere danneggiato. Ai tecnici di Mosca – dove è attesa – il compito di aprire il dispositivo al fine di salvaguardare la registrazione. Proseguono inoltre le operazioni per estrarre dal Mar Nero i corpi degli 84 passeggeri e degli otto membri dell’equipaggio.

Partito da Sochi, il Tupolev era diretto in Siria e trasportava oltre 60 elementi dello storico coro dell’Armata rossa, l’Alexandrov Ensemble, che avrebbe dovuto esibirsi a Capodanno per le truppe che combattono al fianco dell’esercito di Bashar Al-Assad.

Alle operazioni stanno prendendo parte oltre 3.500 persone, impiegate giorno e notte. Sulle cause del disastro le autorità escludono la pista dell’attentato terroristico, dando più credito alla tesi dell’errore tecnico o umano. Il ritrovamento della prima scatola nera sarà di aiuto in questo senso: è stata rinvenuta poco prima delle 3 del mattino ora locale, a 1.600 metri dalla costa e a 17 metri di profondità, così come ha fatto sapere il ministero della Difesa.

LEGGI ANCHE

Trovati nel Mar Nero i resti dell’aereo russo diretto in Siria

Il cordoglio di Papa Francesco per l’aereo russo caduto e per il coro dell’Armata Rossa

27 Dic 2016
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»