Energia, Margheri (Elettricità futura): “Accelerare transizione”

Lo spiega alla DIRE Marco Margheri, Vice Presidente di Elettricità Futura, intervenuto al Forum Qualenergia 2018 a Roma

Condividi l’articolo:

ROMA – “L’Italia ha fatto molto negli ultimi anni per la transizione energetica per quanto riguarda la crescita delle rinnovabili, del sistema elettrico sostenibile e dell’efficienza energetica. Naturalmente la sfida che abbiamo davanti è gigantesca, dobbiamo fare molto di più e più velocemente, la transizione va accelerata”. Lo spiega alla DIRE Marco Margheri, Vice Presidente di Elettricità Futura, intervenuto al Forum Qualenergia 2018 a Roma.

“Serve un piano organico in cui tenere ben presente l’obiettivo al 2050- precisa- quindi un sistema energetico neutro dal punto di vista delle emissioni di carbonio, senza emissioni in atmosfera. Dobbiamo immaginare un percorso rapido, con misure concrete che devono partire da subito. Col piano ‘Clima-energia’ il governo deve costruire una politica organica per far crescere ulteriormente le rinnovabili in cui la parte del leone la faranno l’eolico e il fotovoltaico senza dimenticare l’idroelettrico, e per spostare il peso della transizione energetica facendola diventare un’opportunita di sistema non solo nel settore elettrico, ma anche per il mondo dei trasporti e del riscaldamento”. Secondo Margheri il grande tema “è rendere la trasformazione energetica come un processo partecipativo e inclusivo. Lo vediamo quotidianamente, abbiamo davanti un’opportunità straordinaria anche dal punto di vista economico, dobbiamo costruire una politica efficiente affinchè gli italiani siano a bordo della nuova energia. Avere politiche che non includono produce non comprensione e reazioni negative. Invece i consumatori sono attori fondamentali, perchè in parte sono produttori, e con le loro scelte sono il motore che porta il settore energetico a trasformarsi”, conclude.

Leggi anche:

27 Novembre 2018
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»