Governo, Meloni: “Non saremo la loro stampella”

Tra i temi trattati nel corso dell’intervista, i problemi della Capitale e le alleanze in vista delle elezioni regionali

Condividi l’articolo:

In diretta con Giorgia Meloni

🔴 Siamo in diretta con la presidente di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni.

Pubblicato da Agenzia di stampa DIRE su Martedì 27 novembre 2018

ROMA – Oggi, martedì 27 novembre, la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, è stata ospite in diretta dell’Agenzia Dire.  Tra i temi trattati, nel corso dell’intervista, i problemi della Capitale e le alleanze in vista delle elezioni regionali. La diretta è possibile rivederla sulla nostra pagina Facebook.

NON MI AUGURO VADA A CASA, MA NOI NON SAREMO STAMPELLA

“Sono l’unico segretario di partito che in questa fase non sta con la sfera di cristallo a dire quando cadrà il Governo. Mi interessa che questo Governo faccia bene e che Fratelli d’Italia dia una mano a fare bene. La maggioranza ha oggettivamente grandi difficoltà, ma è normale perchè sono due forze che non condividono niente. Non tifo perché il Governo vada a casa, ma penso che siano loro a dire che il Governo andrà a casa nel 2019. Non ci vogliono arrivare a 2020. Lo dice la Manovra: sono soldi spesi sul 2019, guardando al consenso e alle Europee”. Lo ha detto il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, intervistata dall’agenzia Dire.

Alla domanda se Fratelli d’Italia interverrà, Meloni ha risposto che “non sono fatta per fare la stampella, né la ruota di scorta. Noi abbiamo fatto la scelta consapevole di non entrare nel Governo e di fare una opposizione patriottica, che stiamo facendo. Quando non siamo d’accordo- ha aggiunto- i nostri voti non ci sono. Credo che l’Italia debba avere come orizzonte un Governo capace di mettere insieme la Lega e quello che riusciremo noi a costruire”.

APPELLO MELONI A SALVINI: GOVERNO NON FIRMI GLOBAL COMPACT

“Abbiamo lanciato un allarme e interrogato il Governo a venire in Aula per sapere che posizione intende prendere quando si dovrà sottoscrivere il Global compact, che è un documento apparentemente innocuo, ma che nelle pieghe introduce principi che sono, secondo noi, molto pericolosi”. Lo ha detto il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, intervistata dall’agenzia Dire.

“Il più pericoloso- ha aggiunto- è che dice che emigrare è un diritto fondamentale di qualsiasi essere umano. Vuol dire che una volta sottoscritto il patto, l’Onu ci richiamerà ogni volta che faremo politiche di difesa dei confini nazionali. Non saremo più tenuti soltanto ad accogliere chi scappa da una guerra, ma chiunque voglia venire da noi. È la fine dei confini nazionali”.

Secondo Meloni “in Italia non se ne è accorto nessuno, noi abbiamo chiesto al ministro degli Esteri e ci ha detto che l’Italia intende sottoscrivere il patto. E allora la domanda è: che senso ha avuto allora chiudere i porti? Questo vuol dire sconfessare la politica del governo. Noi abbiamo depositato una mozione e chiediamo un voto parlamentare su questo. Non è un caso che tutte le nazioni che fanno una politica di difesa dei confini si sono sfilate, dagli Stati Uniti all’Ungheria, la Polonia, Israele e ieri la Slovacchia. E il Governo italiano? E Salvini? Perchè non dice niente? Non credo sia impazzito, credo sia d’accordo con me. Faccio un appello a Salvini: il Governo non firmi il Global compact. Per favore, Salvini, intervieni”.

MELONI: CASAPOUND? SGOMBERARE PRIMA CENTRI SOCIALI, OCCUPATI DA TANTO

“Gli sgomberi? Devono riguardare tutti. Ma partiamo dai più antichi, che non sono Casapound ma una serie di centri sociali tra l’altro sono responsabili di parecchie scene di violenza”. Lo ha detto il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, intervistata dall’agenzia Dire.

“Quando Salvini è andato a San Lorenzo a visitare i luoghi dove Desirée è stata stuprata e uccisa, i centri sociali stavano lì a opporsi all’ingresso dello Stato a difesa degli spacciatori. Io questo non lo dimentico- ha aggiunto- Intanto partiamo da lì, più sono occupati da tanto e prima vanno sgomberati”.

Leggi anche:

27 Novembre 2018
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»