Ambiente

Cop21, Wwf: “A Parigi non è più tempo di accordi blandi”

ROMA – “A Parigi non è più tempo di accordi blandi, ci aspettiamo e ci batteremo come Wwf per un accordo nel quale sia espresso in modo chiaro che si deve mantenere l’aumento di temperatura al di sotto di 2 gradi e di conseguenza si adotti un accordo quadro che permetta di adeguare gli impegni finanziari e di riduzione delle emissioni a questo obiettivo. Come Wwf abbiamo costantemente chiesto, ed è anche contenuto nel testo negoziale, che si pensasse sì all’accordo del post 2020, ma con periodi di impegno di 5 anni. E ci sembra che anche l’Ue si stia finalmente orientando su step intermedi”. Lo dice la responsabile Clima ed energia del Wwf, Mariagrazia Midulla, che seguirà il vertice di Parigi con la delegazione internazionale dell’associazione del Panda. “Vanno previste azioni prima del 2020, e speriamo siano molto incisive, visto che la comunità scientifica ci dice che le emissioni devono iniziare a declinare il più presto possibile- dice Midulla- per quello che riguarda gli scenari energetici, lo scorso anno c’è stato per la prima volta un decoupling, cioè una crescita economica intorno al 3%, senza che le emissioni salissero di pari passo, rimaste stabili”.

Cambiamenti climatici

“Un elemento importantissimo saranno i meccanismi finanziari: siamo abituati a considerarli un grande scoglio, ma in realtà il fatto che si debba intervenire in tutti i paesi e si debba aiutare i paesi più vulnerabili ad affrontare i cambiamenti climatici sia dal punto di vista dell’adattamento che tecnologico è ormai assodato”, prosegue la responsabile Clima ed energia del Wwf, Mariagrazia Midulla. Altra questione importante “sarà l’aiuto ai paesi più vulnerabili a raggiungere i propri obiettivi di adattamento. Come WWF proponiamo che ci siano dei meccanismi di aiuto ma con target ben precisi”, aggiunge Midulla. La novità di Parigi sarà quella “di partire da obiettivi nazionali. Sarà fondamentale mettere in piedi un effettivo e stringente meccanismo di monitoraggio- prosegue la responsabile Clima ed energia del Wwf- è necessario ridurre e azzerare le emissioni, ma l’adattamento al danno già fatto è altrettanto necessario, così come è necessario affrontare il tema dei danni subìti dai paesi più vulnerabili”. Questo “sarà uno degli elementi che consentirà di raggiungere lo scenario migliore, cioè consentirà di creare quel clima di fiducia tra paesi sviluppati e paesi in via di sviluppo dal quale potrebbe scaturire l’accordo”, valuta Midulla. Dopo l’esperienza di Copenaghen “sappiamo che il clima di fiducia sarà l’unica cosa che assicurerà un accordo. A livello di Unione Europea andranno creati meccanismi solidi per favorire investimenti nelle rinnovabili e penalizzare i sussidi, diretti e indiretti, ai fossili- conclude- ad esempio in Spagna si sta discutendo se dare aiuti per minime innovazioni tecnologiche alle centrali a carbone per tenerle in vita”

27 novembre 2015
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