Ambiente

Clima. Lipu: “Gli uccelli sono ‘spie’ della salute del pianeta”

ROMA – Gli uccelli sono “spie” privilegiate che ci dicono come sta il pianeta: lo afferma la Lipu-BirdLife Italia a pochi giorni dall’inizio del vertice mondiale di Parigi sul clima (Cop 21).

E’ il caso del pulcinella di mare, che nelle ultime tre generazioni è calato del 50% a causa della riduzione degli stock ittici indotti dai cambiamenti climatici; o del pinguino di Adelia, nel sud delle Shetland, dimezzato fin dai tardi anni Settanta; della fregata minore, le cui colonie di nidificazione, nell’oceano Pacifico, sono vulnerabile all’innalzamento del livello del mare; o il colibrì di Allen, il cui areale riproduttivo si ridurrà del 90% entro il 2080, mentre solo il 7% di tale areale sarà ancora adatto alla nidificazione. O, sulle nostre Alpi, di specie come pernice bianca, spioncello, sordone, codirosso spazzacamino e fringuello alpino, che ridurranno le proprie popolazioni con percentuali drammatiche, comprese tra il 24% e il 97%, a seconda degli scenari climatici che si verificheranno.

pulcinella di mare

Secondo la Lipu, che domenica 29 novembre parteciperà con la Coalizione Clima, alla Marcia per il Clima di Roma, la grave minaccia dei cambiamenti climatici deve essere affrontata stipulando, al vertice di Parigi, un forte accordo tra i Paesi per abbattere in modo drastico i gas serra. Ma per mitigare i cambiamenti climatici e aiutare la natura e l’uomo ad adattarsi ai cambiamenti occorre investire anche sulla natura, proteggendo gli ecosistemi che conservano il carbonio (per esempio foreste, zone umide, oceani e torbiere), conservando e connettendo gli habitat per aiutare le specie a muoversi sul territorio (le cosiddette reti ecologiche) e utilizzando gli uccelli selvatici come “messaggeri” della natura per capire i cambiamenti climatici e prendere adeguate decisioni. Soluzioni descritte in dettaglio nel report dal titolo The Messengers, lanciato oggi da BirdLife International e Audubon Society (BirdLife in Usa) (e scaricabile qui). Così in un comunicato Lipu-Birdlife Italia.

Il report descrive le gravi conseguenze che i cambiamenti climatici stanno provocando sull’uomo e sulla vita selvatica, ma suggerisce anche delle soluzioni concrete che aiutano ad adeguarsi a un mondo che si sta sempre più riscaldando. Molte specie di uccelli selvatici- secondo quanto descritto nel report- saranno infatti costrette a spostare il proprio areale riproduttivo, soprattutto verso nord, cercando nuove zone per sopravvivere. Chi non si muoverà rischierà di essere condannato all’estinzione. “Il report- spiega Stuart Butchart, capo del settore Scienza a BirdLife International- rende evidente da tutto il mondo che i cambiamenti climatici stanno causando impatti negativi sulle popolazioni di molte specie. Dagli studi risulta che il numero di specie per le quali si teme il peggio è più del doppio di quelle che possono invece trarre benefici. Tuttavia, dal report emerge come la natura possa fornire soluzioni positive sia per la biodiversità che per l’uomo”. “Solo comprendendo finalmente che gli ecosistemi e la biodiversità e cambiamenti climatici sono strettamente collegati tra di loro si potranno trovare soluzioni soddisfacenti per combattere i cambiamenti climatici. Il ruolo infatti svolto dagli ecosistemi, come per esempio foreste, zone umide e oceani, è cruciale nella regolazione del clima, e buone politiche di conservazione della biodiversità sono, e saranno sempre di più in futuro, fondamentali per la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici”, aggiunge Claudio Celada, direttore Conservazione natura Lipu.

27 novembre 2015
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