Parmalat e la causa ai due dipendenti, parla l’azienda: “Nessun atto intimidatorio”

BOLOGNA – Non c’è “alcun intento intimidatorio” nella decisione di Parmalat di impugnare davanti al giudice l’esenzione dal lavoro notturno ottenuta da due suoi dipendenti Ma semplicemente, ritenendo “illegittimo il più recente giudizio espresso dalla commissione provinciale dell’Ausl” sullo stato di salute dei due lavoratori perché “mancante di una motivazione“, ha chiesto un parere al giudice.

“Chiediamo un giudizio terzo”

In modo che “attraverso un giudizio terzo e indipendente, venga disposta apposita consulenza tecnica medica per esaminare lo stato di salute dei due dipendenti al fine di valutarne l’idoneità o meno al lavoro notturno“. E’ quanto risponde l’azienda sulla questione che anche negli ultimi giorni ha mandato su tutte le furie Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil, pronte a sostenere le spese dell’azione legale sui due dipendenti.

“Una valutazione precedente li aveva ritenuti idonei”

L’azienda, in ogni caso, va avanti, convinta che il giudizio dell’Ausl sia “in contrasto con il parere di idoneità al lavoro notturno precedentemente espresso dal medico competente a seguito di visita periodica a cui sono stati sottoposti i due dipendenti”.

“È obbligo del datore di lavoro valutare stato di salute lavoratori”

Quindi, rimettendosi alla decisione del giudice, Parmalat sottolinea di “non perseguire alcun intento intimidatorio” ma “corrispondere all’obbligo del datore di lavoro di valutare lo stato di salute dei lavoratori secondo quanto stabilito dalla legislazione in materia e nel rispetto della contrattazione collettiva”.

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27 ottobre 2018
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